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Basterà un semplice prelievo del sangue per conoscere il sesso del futuro nato

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Una novità veramente incredibile per le future mamme e la domanda più ricorrente tra i futuri genitori avrà la risposta in tempi brevissimi, grazie ad un nuovo test da effettuare già dopo poche settimane dall’inizio della gravidanza. Da oggi per scoprire il sesso del nascituro non servirà ...

di Redazione

04 Gennaio 2012





Una novità veramente incredibile per le future mamme e la domanda più ricorrente tra i futuri genitori avrà la risposta in tempi brevissimi, grazie ad un nuovo test da effettuare già dopo poche settimane dall’inizio della gravidanza.

Da oggi per scoprire il sesso del nascituro non servirà più sottoporsi ad esami invasivi (amniocentesi e l’analisi dei villi coriali)  attendere i primi tre mesi di gestazione. Un gruppo di ricercatori coreani, ha messo a punto un test del sangue in grado di individuare il genere (maschio o femmina) del neonato già dopo poche settimane dal concepimento. Il test, consiste semplicemente in un prelievo di sangue materno, nel quale verranno identificate, mediante tecniche di amplificazione del DNA. L’efficacia del test è dovuta al fatto che nel sangue si possono individuare due enzimi DYS14 e GAPDH che sono in grado di indicare il sesso del feto. I risultati hanno sottolineato come il rapporto tra le molecole riesca a predire il sesso del futuro nascituro.



Lo hanno dimostrato i risultati delle analisi dei ricercatori fatte su 203 donne incinta arruolate nello studio e confermati poi dal sesso alla nascita dei loro bambini. Alle donne gravide è stato fatto il test in questione, ricercando in particolare due sequenze di Dna: la DYS14 (del cromosoma Y maschile ) e laGAPDH (che codifica per un enzima). I risultati hanno sottolineato come il rapporto tra le molecole riesca a predire il sesso del futuro nascituro, poi confermato al termine della gravidanza delle volontarie. fattore molto rilevante poichè neanche l’ecografia riesce allo scopo nei primi periodi di gestazione, poichè i genitali esterni non sono ancora del tutto formati nei primi mesi, rischiando quindi dei risultati falsi.

Il test è frutto di una ricerca coreana con un fine molto importante : identificare patologie gravi legate al cromosoma X, come l’emofilia.

 

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