Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Un italiano su quattro a rischio povertà o esclusione

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Un italiano su quattro  a rischio povertà o esclusione, il peggior dato in Europa per quanto riguarda la salute economica, per così dire, delle famiglie. Ma cosa si intende per esclusione, visto che la parola povertà ci sta diventando sempre più familiare, purtroppo. Per esclusione si intende quella ...

di Daniele Lisi

29 Dicembre 2011





crisiUn italiano su quattro  a rischio povertà o esclusione, il peggior dato in Europa per quanto riguarda la salute economica, per così dire, delle famiglie.
Ma cosa si intende per esclusione, visto che la parola povertà ci sta diventando sempre più familiare, purtroppo.
Per esclusione si intende quella sociale, ovvero la condizione di emarginazione dovuta alla grave condizione di indigenza economica, soprattutto per quelle categorie di persone che, bene o male, fino a qualche anno fa erano considerate  delle persone fortunate, il così detto ceto medio, che è poi quello maggiormente in sofferenza in questo periodo di crisi economica generalizzata e, quel che è peggio, perdurante e al momento senza concrete prospettive di soluzione.

Con gli ultimi provvedimenti economici del governo, che vedono sempre più pesantemente penalizzati i soggetti a reddito fisso, la condizione di insicurezza generalizzata, di impossibilità di arrivare decorosamente a fine mese, risulta essere arrivata ad un livello ormai insopportabile.
A risentirne maggiormente sono i giovani, le famiglie monoreddito o numerose e i pensionati che, spesso, vedono ancora i loro figli costretti a vivere in famiglia senza la possibilità di costruirsi una propria esistenza indipendente da quella dei genitori.
Se da un lato, questa condizione potrebbe in un certo senso far piacere a quei genitori all’antica che intendono la famiglia come un grande gruppo allargato anche ai nuovi entrati, tutto riunito attorno al focolare, dall’altro lato questa condizione è causa di problemi seri, anche di ordine psicologico.
Un giovane di 30 anni che non lavora ed è costretto, non tanto a vivere in casa con i genitori, ma a non poter contare su di un suo reddito per cui dipende totalmente dalla famiglia, è sempre più esposto a stress e di depressione.



depressionePurtroppo questa consapevolezza non appartiene a chi non ha problemi economici, perché effettivamente non sa nemmeno di cosa si tratta. Dovrebbe essere invece un problema prioritario che ve affrontato senza indugi, anche perché potrebbe essere foriero, come già lo è, di gravi problemi di salute.
Un problema da prendere in considerazione è l’impossibilità, per molti a basso reddito, di poter accedere alla sanità che ormai ha raggiunto costi  che di fatto rappresentano uno sbarramento insuperabile per alcuni soggetti a in difficoltà economica che non riescono ad affrontare le spese necessarie in caso di necessità.

Vi è poi il grave rischio di emarginazione sociale che vede un numero sempre crescente di soggetti  escludersi dalla comunità, anche familiare, perché non si sentono a loro agio a causa delle loro precarie condizioni economiche. Semmai si tratta di persone che hanno sempre aiutato gli altri e che ora provano vergogna a chiedere a loro volta aiuto, anche perché non riuscirebbero  a sopportare un rifiuto. Ma temono soprattutto di essere emarginati dagli altri, parenti e amici che siano ha poca importanza,  proprio per la poca disponibilità ad ascoltare i loro problemi.
L’emarginazione porta inevitabilmente alla depressione e così si amplificano i problemi perché non vi è modo di ricorrere alla sanità pubblica, tanto meno a quella privata, per venire a capo della nuova condizione nella quale ci si è venuti a trovare.

E ancora, il padre di famiglia che semmai ha perso il posto di lavoro e che non è più in grado di mantenere i suoi cari, si sentirà cadere il mondo addosso, inconsapevolmente si  sentirà colpevole di questa sua nuova crisicondizione anche se, in realtà, è totalmente al di fuori del suo controllo, e inevitabilmente si sentirà escluso da tutto e da tutti, anche se sarà lui stesso ad  allontanarsi dagli altri.
Anche se questa crisi economica non è paragonabile alla grande depressione del 29,  periodo nel quale vi fu un incremento del numero dei suicidi a dir poco impressionante, si tratta comunque di una situazione seria e difficile da gestire.
La sola cosa che si possa dire in una situazione del genere è quella di cercare di mantenere il proprio autocontrollo e una buona dose di ottimismo. Si, lo so, non sono cose che si possono mettere in tavola, ma possono aiutare.

Leggi anche

Seguici