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Le cellule e il controllo della loro integrità

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Le cellule sono dotate di un meccanismo particolarmente efficiente che ne controlla la qualità e integrità. Una ricerca abbastanza recente ha potuto constatare come il meccanismo sia particolarmente efficace e i vantaggi che possono derivare che da questo meccanismo di controllo sono particolarmente interessanti. Ma vediamo innanzi tutto ...

di Daniele Lisi

24 Dicembre 2011





cellulaLe cellule sono dotate di un meccanismo particolarmente efficiente che ne controlla la qualità e integrità.
Una ricerca abbastanza recente ha potuto constatare come il meccanismo sia particolarmente efficace e i vantaggi che possono derivare che da questo meccanismo di controllo sono particolarmente interessanti.
Ma vediamo innanzi tutto di cosa si tratta. Le cellule hanno la possibilità di distruggersi, il famoso suicidio cellulare, apoptosi, e questo succede quando la cellula è particolarmente danneggiata, ma può anche essere indotto erroneamente da  alcuni agenti patogeni che riescono a far danni rilevanti proprio inducendo la cellula a suicidarsi.

Il meccanismo che gestisce l’apoptosi è regolato da una proteina, la Apaf1, che ha però rivelato anche una sua altra funzione che prima era sconosciuta.
La cellula, una volta che il suo DNA risulta danneggiato seriamente, come abbiamo già detto si suicida, per evitare che altre cellule danneggiate provenienti dalla  cellula genitore, possano  danneggiare ancor più l’organismo. E’ quanto accade, per esempio, nei tumori, le cui cellule non riescono  a distruggersi e quindi proliferano in  continuazione dando origine ad una massa tumorale sempre più devastante.

Si è ora scoperto che, grazie all’azione della proteina Apaf1, le cellule sono anche in grado, non solo di distruggersi, ma di mettersi per così dire in stand by, ovvero bloccano il loro meccanismo di  riproduzione cellulare per dar modo al DNA di ripararsi se il danno subito non era DNAparticolarmente rilevante. Questo per evitare, appunto, che con la divisione cellulare, si possano venire a determinare un numero infinito di cellule difettose. Un po’ come l’apoptosi, con la sola differenza che una volta riparato il danno, la condizione di non divisione cesserà e la cellula riprenderà tutte le sue normali funzioni.
L’organismo, e ovviamente questo vale per  tutte le forme di vita, è quotidianamente sottoposto ad attacchi esterni di vario tipo, sia per l’azione delle sostanze inquinanti che per quelle degli agenti patogeni e, ancora, anche a seguito di una alimentazione errata e all’abuso di sostanze pericolose, come droghe, fumo e alcol. Tutte condizioni che possono determinare un danneggiamento di alcune cellule che, come detto, nel caso si dovessero riprodurre in queste condizioni, farebbero un danno rilevante.



Questa nuova funzione, che potremmo definire senza sbagliare una sorta di controllo di qualità del DNA cellulare,  scoperta da una ricerca abbastanza recente, apre nuovi orizzonti per la cura di alcune patologie, quelle tumorali in particolare, dove la riproduzione cellulare è alla base della proliferazione e crescita delle masse maligne che così sono in grado di invadere, praticamente, tutto l’organo interessato o anche buona parte dell’organismo.
Quando il controllo messo in atto dalla cellula rileva che questa ha subito un danno, ancorché riparabile, la proteina Apaf1 si trasferisce nel nucleo della cellula stessa dove, a contatto con il DNA, e blocca di fatto ogni successiva divisione cellulare, dando così modo al DNA stesso di ripararsi, visto che questo meccanismo entra in funzione solo quando il danno subito è di quelli che possono essere rimessi a posto dalla cellula stessa.

Apoptosi

Il suicidio cellulare, apoptosi

Una volta che lo stato di allerta, potremmo definirlo, cessa, la cellula riprenderà nuovamente le sue normali funzioni, compresa la suddivisione cellulare, visto che la proteina Apaf1 si sarà nuovamente trasferita all’esterno del nucleo e non più a contatto con il DNA.
La scoperta di questa funzione prima sconosciuta della molecola Apaf1, funzione che oltre tutto è presente  nelle cellule di un gran numero di organismi viventi come è stato osservato in laboratorio, potrà consentire in un futuro, più o meno prossimo, di realizzare farmaci un grado di attivare la funzione di apoptosi o di blocco della divisione cellulare in varie malattie quali tumore e altre  patologie degenerative, in particolare quelle di origine neurologica.
Ovviamente, è un primo passo, ma è stata comunque individuato un nuovo e  promettente indirizzo di studio sul quale poter lavorare.

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