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La paura d’invecchiare

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); La paura d’invecchiare, una paura che ha sempre accompagnato l’uomo, e quando si dice uomo, s’intende il genere umano, visto che anche le donne si trovano nella stessa condizione. La paura d’invecchiare è una sensazione che molti hanno, non perché si abbia paura della morte, visto che ...

di Daniele Lisi

23 Dicembre 2011





fogliaLa paura d’invecchiare, una paura che ha sempre accompagnato l’uomo, e quando si dice uomo, s’intende il genere umano, visto che anche le donne si trovano nella stessa condizione.
La paura d’invecchiare è una sensazione che molti hanno, non perché si abbia paura della morte, visto che ad una certa età la si comincia a considerare come un evento  naturale, ineluttabile, considerazioni che da giovani ovviamente non si facevano. Ma più che considerazioni, si tratta di sensazioni e consapevolezza, il sapere che è un percorso naturale che tutti prima o poi, in un modo o nell’altro, debbono fare. Si tratta, in fondo, dell’unica certezza della vita, tutto il resto lascia il tempo che trova.

La paura è legata a quello che la vecchiaia può comportare, a prescindere dalla fine della vita. La vera paura è, quindi, quella di invecchiare male, delle malattie, delle sofferenze, del rischio di non essere più autosufficienti e quini di dover dipendere da altri, di restare soli, di non poter contare all’occorrenza sull’aiuto di nessuno. Questa è in effetti  la paura di invecchiare.
Per esorcizzarla in molti continuano a comportarsi come giovanotti, o quasi, correndo il rischio di rendersi oltre tutto ridicoli e, perché no, in un certo senso un po’ patetici.
La vita si distingue, in sostanza, di tre periodi: l’adolescenza, la maturità e la vecchiaia. Tutte le altre fasi che in genere vengono prese in considerazione, sono tutte fasi intermedie che comunque rientrano in questa grande divisione.

paura d'invecchiareIl passaggio da una fase all’altra è, solitamente, sancito dalla differenza dei comportamenti e delle azioni. Quando ad un certo punto della vita non si fanno più certe cose, vuol dire che si è passati di fatto nella fase successiva della propria esistenza, passaggio che è definitivo, anche psicologicamente parlando, e dal quale non si torna indietro.
E questo vale quindi anche per la vecchiaia. Quando non si faranno più certe cose, quando si cominceranno a cambiare radicalmente abitudini, sarà quello il momento del passaggio al periodo ultimo della propria esistenza che, nulla vieta, può anche essere lungo, l’importante e aver seminato bene da giovani.



E’ ovvio che chi ha condotto una vita dissoluta e quindi ha minato profondamente e definitivamente la propria salute, non potrà contare su  di una buona vecchiaia, e quindi avrà giustamente paura d’invecchiare, perché andrà inevitabilmente incontro a tutti quei problemi che temeva di avere.
Come dicevamo all’inizio, non è la paura di morire in definitiva, ma piuttosto del come questo evento si presenterà. Finire i propri giorni con la consapevolezza di aver speso bene la propria esistenza, di aver avuto una vita felice o almeno tranquilla, di aver amato e di essere amato, di aver dato alla propria famiglia le giuste attenzioni delle quali aveva bisogno,  significa affrontare il momento più importante della propria vita, secondo per importanza solo a quello della propria nascita, con animo sereno e senza rimpianti.

Ecco perché, per affrontare una serena vecchiaia, è necessario seminare bene in gioventù e nella maturità, ma seminare in tutti i sensi, non solo dal punto di vista fisico, ma anche nei comportamenti, nella azioni e nei rapporti con gli altri.
vita serenaCondurre una vita sana, senza eccessi, ma ovviamente anche senza particolare rinunce, è il viatico migliore per poter contare su di una buona vecchiaia.
Poi, si sa, la vita può essere giusta o ingiusta, benevole o feroce, fortunata o sfortunata, ma questo è l’imponderabile che caratterizza l’esistenza di ciascuno di noi, è quella componente fondamentale sulla quale non è possibile incidere in alcun modo, ma che va affrontata  di volta in volta con buon senso e cercando, se possibile, di limitare al massimo i danni in caso di eventi negativi.
Poi, alla fine, sarà quel che sarà, l’importante è cercare di essere in pace con se stessi e con la propria coscienza.

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