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Eritrofobia, la paura di arrossire

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Eritrofobia, la paura di arrossire, ma non una paura normale, un senso di timidezza , ma una vera fobia, una paura morbosa. Questo fenomeno è strettamente collegato alla paura di fare una brutta figura, alla paura di sottoporsi al giudizio degli altri, in particolar modo se ...

di Daniele Lisi

15 Dicembre 2011





eritrofobiaEritrofobia, la paura di arrossire, ma non una paura normale, un senso di timidezza , ma una vera fobia, una paura morbosa. Questo fenomeno è strettamente collegato alla paura di fare una brutta figura, alla paura di sottoporsi al giudizio degli altri, in particolar modo se si ritiene, o meglio, se si teme di non poter essere all’altezza delle altrui aspettative. Se vogliamo è timidezza, ma portata all’eccesso, visto che è anche insicurezza e paura di ciò che appare di se.
I sintomi dell’eritrofobia si manifestano in determinate situazioni che coincidono, in pratica,  con la consapevolezza o anche solo il sospetto di trovarsi al centro dell’attenzione, di essere sul punto di arrossire e quindi ecco comparire tachicardia, sensazione di costrizione toracica, ansia e un forte senso di calore al collo e al volto che, inevitabilmente, sta  assumendo una intensa e imbarazzante colorazione rossastra. Proprio quello che si temeva potesse succedere.

In fondo l’eritrofobia non è altro che l’eccessivo afflusso di sangue ai capillari del volto, condizione di per se non patologica anzi,  del tutto naturale visto che si manifesta di sovente in seguito ad un sforzo fisico o ad un intenso impegno agonistico. Il problema è che può capitare nei momenti meno opportuni, semplicemente per un senso di disagio o un senso di inadeguatezza, o per il semplice fatto di sentirsi osservato e, quindi, sotto esame.



eritrofobiaNe consegue che il soggetto che soffre di questo problema, avrà serie difficoltà di inserimento in qualunque ambiente, sia in ambito lavorativo che nei rapporti sociali. Dal momento che sa, o per lo meno immagina, di arrossire eccessivamente se al centro dell’attenzione, eviterà di prendere parte a discussioni nelle quali esprimere il proprio punto di vista potrebbe essere motivo di disagio, eviterà parimenti di prendere posizione su qualsiasi argomento, sia in una discussione di lavoro che in un normale scambio di opinioni tra amici. Sarà, praticamente, la classica tappezzeria che c’è ma non si nota, ed è proprio quello che lui vuole, essere del tutto anonimo e invisibile, dal momento che se nessuno si interesserà a lui, il rossore non apparirà sul suo viso. Praticamente, lentamente, si emarginerà da solo.
Inevitabilmente, in una condizione del genere, anche le scelte lavorative saranno meno qualificanti, e questo si tradurrà in una gratificazione economica decisamente al di sotto delle sue aspettative e, semmai, delle sue stesse capacità, che non sarà in grado di dimostrare proprio per la paura di farlo, per la paura di accendersi in viso se tutti dovessero prestargli una particolare attenzione. E quindi, tra i due mali, sceglierà il minore, almeno dal suo punto di vista.

Nei casi meno gravi, le conseguenze saranno quelle appena descritte, semmai condite da un profondo rammarico per non poter ottenere ciò che probabilmente si sarebbe in grado di avere, ma nei casi più gravi, il soggetto rischia di chiudersi sempre più in se stesso e di tagliare i ponti con tutti, e di imboccare la strada della depressione.
Le soluzioni al problema esistono, dal momento che vi sono varie opzioni terapeutiche in grado di limitare al massimo sia il disagio che il rossore.  Quindi supporto psicologico, farmacologico e, in ultima analisi, anche yogauna soluzione chirurgica con intervento sul nervo simpatico, la simpatectomia,  soluzione sicura e priva di effetti collaterali, che riesce a risolvere circa l’85% dei casi in maniera definitiva.

Si può anche fare ricorso a tecniche di rilassamento in grado di dare una mano significativa alla soluzione del problema. Respirazione controllata, training autogeno, tecniche di rilassamento progressivo e yoga sono tutte tecniche volte a migliorare la propria autostima, a farsi sentire più sicuri di se stessi e a ridurre in particolar modo la tachicardia, disturbo che precede solitamente il viso in fiamme.
Si potrebbe fare anche ricorso alla farmacoterapia, ma questo solo nei casi più difficili che non vengono risolti con le tecniche di rilassamento descritte.

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