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I batteri si scambiano informazioni per accrescere la resistenza agli antibiotici

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); I batteri si scambiano informazioni tra di loro, anche tra batteri di ceppi diversi, per cercare di accrescere la loro resistenza agli antibiotici. Ci troviamo di fronte, si potrebbe dire, ad una vera guerra. Da un lato i batteri che combattono per la loro stessa sopravvivenza, e ...

di Daniele Lisi

19 Novembre 2011





batteriI batteri si scambiano informazioni tra di loro, anche tra batteri di ceppi diversi, per cercare di accrescere la loro resistenza agli antibiotici.
Ci troviamo di fronte, si potrebbe dire, ad una vera guerra. Da un lato i batteri che combattono per la loro stessa sopravvivenza, e hanno quindi imparato a scambiarsi le informazioni per aumentare le loro possibilità di superare indenni gli attacchi portati loro dagli antibiotici, e dall’altro lato, invece, un soggetto che si dimostra essere decisamente più stupido, l’uomo, che fa di tutto per passare sotto banco le informazioni ai batteri, senza rendersi conto che così facendo corre il rischio di perdere, non solo diverse battaglie, ma addirittura la guerra.

Se poi si aggiunge che in questa competizione si intrufolano anche gli interessi economici che vedono le industri farmaceutiche non dedicare troppe energie alla ricerca di nuovi farmaci, perché economicamente poco conveniente, si potrebbe anche pensare che le possibilità di cambiare radicalmente le sorti del conflitto a nostro favore, sono alquanto problematiche, se non addirittura scarse.
I microbi hanno sviluppato un modo rapido ed efficace per lo scambio di informazioni genetiche che codificano come fondamentali per accrescere la loro resistenza agli antibiotici.

Proprio come l’era digitale permette alle persone di scambiare informazioni istantaneamente, batteri legati agli esseri umani e al loro bestiame sembra che ormai siano in grado di scambiarsi liberamente e rapidamente materiale genetico legato alle malattie umane e di resistenza agli antibiotici attraverso un meccanismo chiamato trasferimento genico orizzontale (HGT).
Il capo della ricerca, Eric Alm del Dipartimento del MIT di Ingegneria Civile e Ambientale e Dipartimento di Ingegneria Biologica, dice in un articolo pubblicato su Nature on line che lui e il suo team hanno trovato prove di una enorme rete  di scambio genico recente che collega i batteri provenienti da batteri resistentitutto il mondo.

Gli scienziati sanno da tempo dell’esistenza e del funzionamento di HGT, un metodo antico per i batteri di ceppi diversi di acquisire e condividere utili informazioni genetiche che non hanno ereditato dai loro genitori. Essi sanno, che quando un gene che è stato trasferito viene codificato  con una caratteristica desiderabile, per esempio la resistenza agli antibiotici o patogenicità, può subire una selezione positiva ed essere quindi trasmessa alla discendenza del batterio. Questo meccanismo è di fatto molto pericoloso per gli esseri umani, e la  proliferazione di ceppi resistenti agli antibiotici nei batteri cosiddetti  super-bug ne è la dimostrazione.
Finora, gli scienziati non conoscevano effettivamente  quanto e quanto rapidamente queste informazioni venivano scambiate, tuttavia, i ricercatori del MIT sono riusciti a illustrare la vasta scala e la velocità con la quale i nuovi geni che danno resistenza possono proliferare praticamente anche in ceppi diversi di batteri.
Si stanno trovando geni identici nei batteri che sono divergenti gli uni dagli altri come quelli che infettano un essere umano e quelli di un lievito, e  questo dimostra che il trasferimento è recente visto che il gene non ha avuto il tempo di mutare.

Il fatto sorprendente è che si è trovato  che il 60% dei trasferimenti tra batteri associati all’uomo includono un gene per la resistenza agli antibiotici.
antibioticiQuesti geni di resistenza potrebbero essere associati all’uso di antibiotici in agricoltura industriale, perché i ricercatori hanno scoperto 42 geni di resistenza agli antibiotici che erano stati condivisi tra i batteri associati all’uomo e agli animali. Questo dimostra un legame fondamentale che unisce le fonti di resistenza ai farmaci in popolazioni umane e agricole.
Inoltre, sono stati anche identificati  43 casi di antibiotico-resistenza  incrociati tra batteri peculiari di nazioni diverse e questo vuol dire che una volta che un tratto entra nel codice genetico, questo  si diffonde rapidamente, senza riguardo per i confini nazionali.



Gli Stati Uniti hanno una pratica oltremodo diffusa di aggiungere la profilassi antibiotica ai mangimi per favorire la crescita e prevenire la diffusione della malattia negli allevamenti  intensivi e nelle greggi, e questa è di fatto una pratica dissennata, tanto è vero che è vietata in molti paesi europei. La Federal Drug Administration afferma che oltre l’80% dei 33 milioni di chili di antibiotici, tra cui penicilline e tetracicline comunemente utilizzati come medicinali per uso umano, sono stati venduti negli Stati Uniti nel 2009 per uso agricolo, e di questi  il 90% viene somministrato come approccio terapeutico attraverso il cibo e l’acqua.

Ma in un certo senso, questo meccanismo di scambio tra batteri, potrebbe accrescere   la comprensione delle forze che governano lo scambio di geni.
Gli autori della ricerca hanno quindi individuato una via che potrebbe alla fine far cambiare le sorti del conflitto, del quale si parlava all’inizio. Certo, in molti casi l’uomo ha comportamenti stupidi, perché ha come primo obiettivo il profitto, piuttosto che la possibilità di mantenere se stesso e le sue future generazioni in buona salute. Ma per fortuna, tra i tanti stupidi, ogni tanto fa  capolino qualche saggio che si accolla praticamente la responsabilità di fare il lavoro che invece dovrebbero fare tutti .
Gli autori della ricerca, infatti, hanno individuato, o per lo meno immaginato, la possibilità di sfruttare questa capacità di trasferimento dei geni tra batteri ancorché di ceppo diverso, alla stregua di un cavallo di troia, in modo da trasferire non solo il gene della resistenza, ma anche qualcosa di esattamente opposto.

ricerca

La ricerca farmaceutica

Infatti, la ricerca è attualmente in corso e procede  confrontando i tassi di scambio tra i batteri che vivono in luoghi separati sulla stessa persona e tra i batteri che vivono su o in persone che soffrono della stessa malattia.
In questo scenario, decisamente poco rassicurante, ma che comunque lascia sempre aperto uno spiraglio, visto che l’uomo è comunque più astuto, sempre che la sua vista non sia offuscata dal miraggio di un facile e abbondante guadagno,  si inserisce la Giornata europea  di sensibilizzazione antibiotica, nella quale la prima raccomandazione in senso assoluto che è stata lanciata è quella di riflettere prima di usare gli antibiotici.
E’ la stessa raccomandazione che è stata lanciata dal Centro europeo per la prevenzione e controllo delle malattie (ECDC) per un uso più prudente degli antibiotici,  in quanto gli ultimi dati mostrano che la resistenza agli antibiotici, compresi i carbapenemi, gli antibiotici di ultima generazione, quelli che dovrebbero rappresentare  l’ultima difesa contro i batteri multiresistenti ,  è in continua crescita in Europa.

Il Dipartimento della Salute invita medici e infermieri a pensarci due volte e bene  prima di prescrivere gli antibiotici, perché troppi pazienti  ne ricevono troppi con il risultato che diventano sempre più resistenti a questi farmaci salvavita.
Una nuova guida diffusa nel Regno Unito così come negli Stati Uniti, e visto che si tratta del dipartimento della salute europeo, dovrebbe essere diffusa in tempi rapidi anche nel nostro Paese,  dà consigli ai medici ospedalieri  circa le migliori pratiche sul modo di garantire ai pazienti di  ottenere il farmaco giusto alla dose giusta, al momento giusto e per la giusta lunghezza di tempo. Lo scopo è quello di ridurre la pratica di prescrivere troppi antibiotici ad ampio spettro e di evitare una inutile  lunga durata del trattamento antibiotico.

E ‘importante che gli antibiotici vengano usati  nel modo giusto, se si vuole ottenere il miglior risultato per il paziente, rallentare la resistenza e assicurarsi che questi farmaci importanti continuino a rimanere efficaci per noi e per le generazioni future.
ospedaleMolti antibiotici, e questo avviene anche negli ospedali, vengono prescritti quando il loro utilizzo è del tutto superfluo, addirittura inutile, e questo  fa si che perdano di efficacia sempre più rapidamente.
La contaminazione batterica avviene per lo più per via oro-fecale, per cui una appropriata igiene personale, come il lavaggio delle mani anche quando si pensa non sia necessario e una attenzione all’igiene alimentare, potrebbero rappresentare la prima linea di difesa contro la contaminazione, con una conseguente ridotta necessità di ricorrere all’uso di antibiotici.

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