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Parkinson: cellule staminali sostituiscono neuroni danneggiati

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Importanti passi avanti nella ricerca per la cura del Parkinson, in particolare nello studio delle cellule staminali. La notizia arriva dalle pagine dell’autorevole rivista Nature ed è di quelle che fa ben sperare. Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa, caratterizzata da rigidità, tremore, bradicinesia ed instabilità posturale. ...

di Raffaela

07 Novembre 2011





Importanti passi avanti nella ricerca per la cura del Parkinson, in particolare nello studio delle cellule staminali. La notizia arriva dalle pagine dell’autorevole rivista Nature ed è di quelle che fa ben sperare.

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa, caratterizzata da rigidità, tremore, bradicinesia ed instabilità posturale. Tra le principali cause di tutto ciò vi è la progressiva distruzione dei neuroni dopaminergici, in grado di secernere dopamina neurotrasmettitore fondamentale.



I ricercatori del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, sono riusciti a trasformare cellule staminali embrionali in neuroni capaci di produrre dopamina. Uno volta trapiantati nel cervello di tre tipi di animali (ratti, topi, scimmie) con Parkinson, questi neuroni si sono integrati alla perfezione con le altre cellule riuscendo anche a dare vita a nuovi circuiti di comunicazione cerebrale.

Non è la prima vota che si tenta un esperimento di questo tipo, sono anni che la ricerca è indirizzata a sostituire i neuroni danneggiati dalla malattia con altri “funzionanti”. Questa volta pare proprio essercela fatta. Lo studio in questione è stato co-finanziato dal al consorzio europeo di ricerca NEuroStemCell, coordinato dalla Dott. Elena Cattaneo.

Ora bisognerà effettuare test sugli uomini. A capo della ricerca lo scienziato Lorenz Studer che afferma:

Stiamo lavorando per produrre queste cellule in condizioni adatte per gli studi . E’ un processo che richiede adattamenti complessi, i primi studi sui pazienti non potranno iniziare che tra 3 o 4 anni.

 

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