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Uso continuativo di nitroglicerina aumenta la gravità degli attacchi cardiaci

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Un uso continuativo della nitroglicerina, il familiare cerotto che la maggior parte dei soggetti  con problemi cardiovascolari utilizza regolarmente, potrebbe rendere più gravi gli effetti di  un eventuale attacco cardiaco. E’ quanto sembra dimostrare una ricerca effettuata presso  la Stanford University School of Medicine che sarà ...

di Daniele Lisi

04 Novembre 2011





nitroglicerinaUn uso continuativo della nitroglicerina, il familiare cerotto che la maggior parte dei soggetti  con problemi cardiovascolari utilizza regolarmente, potrebbe rendere più gravi gli effetti di  un eventuale attacco cardiaco. E’ quanto sembra dimostrare una ricerca effettuata presso  la Stanford University School of Medicine che sarà pubblicata in questi giorni su Science Translational Medicine.
Un risultato sorprendente e che  lascia perplessi i tanto malati che ogni mattina applicano il famoso cerotto.
Secondo uno degli autori della ricerca, il professore di chimica e biologia dei sistemi Daria Mochly-Rosen, PhD, la nitroglicerina è utilizzata da oltre 100 anni, e può essere somministrata come pillola sublinguale, per un effetto immediato in caso di attacco ischemico o spray orale o sotto forma di cerotto, come terapia di mantenimento.

Il problema non è certo collegato alla somministrazione occasionale, quella che viene praticata in ospedale ad un paziente sotto attacco ischemico, bensì al suo uso continuativo, in quanto l’effetto vasodilatatore che all’inizio del trattamento è assolutamente significativo, col tempo potrebbe non essere più lo stesso. Si determina una sorta di adattamento al medicamento ed è per questo che i cardiologi suggeriscono un uso non continuativo per 24 ore, bensì, dalla mattina fino alla sera, momento in cui il cerotto viene rimosso, praticamente 16 ore con e 8 ore senza.
Ma il problema non è solo legato all’assuefazione, ma anche ad un altro danno che viene arrecato dalla nitroglicerina, che col tempo distrugge un enzima molto importante per la salute del muscolo cardiaco, l’ALDH2, che non solo elimina i  prodotti tossici dei radicali liberi, ma è la chiave per la

cerotto

Cerotto transdermico alla nitroglicerina

capacità della nitroglicerina di allontanare il dolore toracico. Ma la cosa importante è che la ALDH2 ha anche un’altra importante funzione, visto che è un enzima cruciale per proteggere il cuore dai danni causati da ischemia, o dalla  riduzione del flusso sanguigno, non solo per le persone in trattamento con nitroglicerina, ma per tutti.



I ricercatori, utilizzando un modello murino, hanno testato l’effetto del trattamento con nitroglicerina assunta per lunghi periodi  sulla  gravità degli attacchi di cuore e hanno scoperto che la nitroglicerina ha aumentato la severità degli attacchi cardiaci nelle cavie. Infatti,  dopo 16 ore di trattamento con nitroglicerina, i danni  al cuore erano due volte più seri che  nelle cavie non trattate
La funzione cardiaca è risultata significativamente ridotta, come determinato dagli ecocardiogrammi praticati subito dopo l’attacco di cuore e di nuovo due settimane dopo. Ma la ricerca è andata oltre.  Quando alle cavie è stato somministrato, assieme alla nitroglicerina, anche  l’enzima attivatore Alda-1, gli effetti negativi del trattamento prolungato  con nitroglicerina sono stati quasi  del tutto cancellati.

La nitroglicerina migliora il flusso del sangue quando i vasi sono in una fase di costrizione,  ma quello che è stato  scoperto è che se la si usa per troppo tempo, l’enzima che aiuta a proteggere contro i danni ai tessuti, l’ALDH2  muore e di fatto la perdita di questo enzima causa un attacco di cuore di maggiore gravità.
Data l’importanza dell’enzima  ALDH2 nel proteggere diversi tessuti, compreso il cuore, la tolleranza alla nitroglicerina non dovrebbe essere considerata come una semplice perdita di efficacia del farmaco, bensì un aumento della vulnerabilità cardiaca. Ulteriori studi per identificare i meccanismi molecolari della tolleranza alla nitroglicerina e dei suoi effetti

cuore

Vulnerabilità del muscolo cardiaco

collaterali sono  a questo punto assolutamente necessari. Del resto, come detto in precedenza, si tratta di un farmaco di vecchia data che, proprio per il fatto di essere stato messo in commercio molti anni fa, non è stato testato con le moderne tecniche tanto è vero che questo suo effetto collaterale è venuto alla luce solo in questo ultimo periodo.

Gli ulteriori studi che a questo punto sono necessari, visto che va presa seriamente in considerazione questo effetto secondario del tutto indesiderato, potrebbe portare alla formulazione di un nuovo prodotto che sia in associazione all’attivatore Alda-1, che ha dimostrato di proteggere il muscolo cardiaco dagli effetti negativi del farmaco, effetti che si esplicitano essenzialmente con la distruzione dell’enzima ALDH2.

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