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Il movimento, la migliore cura per il mal di schiena

Il movimento è la migliore medicina per il mal di schiena, e anche se non riesce a risolvere completamente il problema,  evita che la situazione possa ulteriormente peggiorare. Questo è il consiglio che un ricercatore  dell’Accademia Sahlgrenska dell’Università di Göteborg da a coloro che soffrono di lombalgia acuta. Non si tratta ...

di Daniele Lisi

02 Novembre 2011

lombalgiaIl movimento è la migliore medicina per il mal di schiena, e anche se non riesce a risolvere completamente il problema,  evita che la situazione possa ulteriormente peggiorare.
Questo è il consiglio che un ricercatore  dell’Accademia Sahlgrenska dell’Università di Göteborg da a coloro che soffrono di lombalgia acuta. Non si tratta di fare attività sportiva, ma semplicemente di  regolare la propria attività fisica in linea con il dolore.
Il mal di schiena colpisce fino all’80% della popolazione in età lavorativa ad un certo momento della loro vita, anche se poi la maggior parte di questi soggetti,  avrà dei miglioramenti. Gli attacchi di lombalgia possono essere ricorrenti, e alcune persone continueranno a soffrire della patologia con un dolore variabile da soggetto a soggetto.  Comunque, nel  85-90% dei casi il dolore non può essere attribuito ad una specifica malattia o infortunio, ma semplicemente ad una forma infiammatoria che è favorita da una serie infinita di fattori, non ultima l’avanzare dell’età.

Ma perché è meglio continuare a muoversi, come se non fosse successo nulla o quasi, o quanto meno regolando i propri movimenti in base al dolore.  Il riposo assoluto, non fa altro che aggiungere il danno alla beffa, nel senso che in molti soggetti la forzata immobilità è causa di altri problemi, non ultima la depressione.
Si pensi ad una persona che per il proprio lavoro, che semmai non è un lavoro dipendente, è costretto ad una attività fisica impegnativa, come un artigiano o un piccolo imprenditore edile, che il più delle volte raggruppa nella sua stessa persona varie mansioni, visto che non può permettersi troppi  collaboratori.
Per un soggetto del genere, la forzata immobilità potrebbe essere causa di tanti altri problemi, non solo di carattere economico, ma anche legati allo stress, quindi ipertensione,  depressione  e così via.

schiena

Il mal di schiena

In base alla ricerca citata precedentemente, i soggetti che sono rimasti attivi anche in presenza del dolore, ha superato il problema della lombalgia più rapidamente e inoltre non hanno avuto problemi di stress; i soggetti che invece avevano drasticamente ridotto la loro attività  fisica ed erano rimasti praticamente per più tempo a riposo, hanno avuto una ripresa più lenta dalla manifestazione dolorosa e inoltre hanno accusato altri problemi legati allo stress, che come si sa possono essere di varia natura, non solo ipertensione o depressione.
Secondo l’autore della ricerca, il dott. Olaya-Contreras ,  se si sta soffrendo per colpa di una lombalgia acuta, si dovrebbe cercare di rimanere il più attivi possibile e andare normalmente al lavoro tutti i giorni, evitando quindi di limitare la propria attività. Se non ci si continua a muovere, è facile rimanere bloccati in una spirale verso il basso, cosa che  l’inattività combinata con il dolore può provocare con una certa frequenza e, nel peggiore dei casi, la lombalgia acuta si può trasformare  in invalidità a lungo termine con conseguente impossibilità di  svolgere il proprio lavoro che, a sua volta, può portare a stress e depressione che si vanno a sommare ai disagi che sono provocati dal dolore.

depressione

L'inattività forzata può portare alla depressione

I risultati della ricerca indicano, con una certa chiarezza, che una migliore presa di coscienza del proprio stato doloroso e, in particolar modo, l’acquisita consapevolezza di doversi muovere e continuare a svolgere la propria attività e la propria vita cercando di evitare al massimo qualsiasi forma di limitazione nei movimenti, fatti salvi solo alcuni piccoli accorgimenti atti a limitare il dolore fin dove possibile,  è il percorso migliore per uscire più agevolmente e più in fretta dallo stato doloroso, limitando al massimo, al tempo stesso, tutte le conseguenze di qualsivoglia natura che una immobilità forzata, ancorché lunga, potrebbe portare con se.
Infatti, se al problema della lombalgia si dovessero sommare problemi di ansia, stress, ipertensione, aumento di peso e aumento dei livelli di colesterolo LDL, cosa che l’immobilità determina, sarebbe ancora più difficile uscirne

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