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Amilasi, di che cosa si tratta

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Le amilasi sono degli enzimi fondamentali e indispensabili per la digestione dei carboidrati complessi e sono presenti  nelle ghiandole salivari e nel pancreas. Tali enzimi, non sono presenti nello stomaco per cui, se la masticazione degli alimenti in questione non è sufficiente, la digestione di questi alimenti ...

di Daniele Lisi

24 Ottobre 2011





amilasiLe amilasi sono degli enzimi fondamentali e indispensabili per la digestione dei carboidrati complessi e sono presenti  nelle ghiandole salivari e nel pancreas.
Tali enzimi, non sono presenti nello stomaco per cui, se la masticazione degli alimenti in questione non è sufficiente, la digestione di questi alimenti diventa decisamente più impegnativa. Tuttavia, nel primo tratto dell’intestino tenue si riversa il contenuto del sacco pancreatico che, come abbiamo visto, contiene  tra i tanti enzimi anche l’amilasi, per cui la digestione viene comunque assicurata.

La sola differenza dal punto di vista digestivo la fa la cottura, dal momento che se crudo, l’enzima non riesce a digerire l’amido che è contenuto nei granuli per cui la cottura è di norma necessaria per una corretta digestione. Del  resto, ben difficilmente ci si sognerebbe di mangiare le patate crude.
Una curiosità: l’alfa-amilasi trova una utilizzazione diffusa nell’industria alimentare perché questo enzima p genera degli zuccheri che a loro volta i lieviti provvederanno a fermentare, con conseguente produzione di anidride carbonica che è di particolare importanza per accelerare i processi di fermentazione. Infatti, una delle preparazioni nella quale  è utilizzata, è la panificazione.

La presenza più o meno significativa delle amilasi nel sangue o nelle urine, può essere un segnale specifico per alcune patologie.
L’amilasi è presente sia nel sangue che nelle urine in condizioni normali.

pancreatite

Pancreatite

Se tuttavia nel sangue la quantità di amilasi presente è superiore alla norma si parla di iperamilasemia e, per  la condizione opposta, ovvero in presenza di basso livello di amilasi nel sangue si parla di ipoamilasemia.
Le amilasi circolanti, a causa del suo basso peso molecolare, vengono regolarmente eliminate dalle urine e, anche in questo caso, quando la concentrazione è oltre la norma si parla di iperamilasuria, mentre si parla di ipoamilasuria per  la condizione diametralmente opposta.



La valutazione dell’amilasi, quindi, sia nelle urine che nel sangue assume un importante rilievo diagnostico in quanto può  essere significativa per la determinazione di una pancreatite, cronica o acuta, ma al tempo stesso può anche essere la spia di insufficienza renale e patologie ginecologiche o dell’intestino tenue.
I sintomi di una pancreatite, l’infiammazione del pancreas, sono dolore addominale severo, febbre, nausea, mancanza di appetito e nelle forme croniche una delle manifestazioni tipiche è la steatorrea, la presenza di grasso nelle feci.
Durante un episodio di pancreatite acuta, i valori dell’amilasemia, l’amilasi nel sangue, possono arrivare ad essere anche 4-6 volte superiori alla norma e tale aumento si verifica in genere entro le 12 ore dall’evento infiammatorio, e resteranno tali per 3-4 giorni. I valori elevati dell’amilasuria, le amilasi nelle urine, invece resteranno alte anche per i 10 giorni successivi all’evento.
La valenza diagnostica della amilasemia è relativa solo alla pancreatite, tuttavia si tratta di un esame a bassa specificità il che vuol dire che di norma sono necessari anche altri esami diagnostici per confermare la diagnosi di pancreatite.

Tanto per  rendere chiaro il concetto, bassa specificità vuol dire che esistono buone probabilità che un soggetto malato risulti negativo al test, mentre alta specificità vuol dire l’esatto contrario, ovvero alte probabilità che un soggetto sano risulti negativo al test, cosa che di fatto riduce drasticamente le possibilità di un falso positivo.

analisi

Analisi di laboratorio

La pancreatite cronica è spesso la manifestazione primaria dell’alcolismo, ma può essere causata anche da una ostruzione del dotto pancreatico, da traumi, o da malattie genetiche come la fibrosi cistica. Inoltre, spesso è possibile osservare come, in caso di pancreatite cronica, i livelli di amilasemia siano appena al di sopra della norma o addirittura normali e tendono inoltre ad abbassarsi proprio in virtù della significativamente ridotta  funzionalità dell’organo.
L’amilasemia tende a scendere anche in caso di cirrosi epatica, mentre in caso di nefropatie, ci si troverà in presenza di aumento dell’amilasuria.

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