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Polmonite: il 50% dei malati la prende in ospedale

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); La polmonite è una malattia dei polmoni e del sistema respiratorio in cui gli alveoli polmonari si infiammano e si riempiono di liquido, che ostacola la funzione respiratoria. L’unica terapia efficace sono gli antibiotici. Tuttora è spesso causa finale di morte per malati debilitati, molto anziani ...

di Daniela Bella

23 Ottobre 2011





La polmonite è una malattia dei polmoni e del sistema respiratorio in cui gli alveoli polmonari si infiammano e si riempiono di liquido, che ostacola la funzione respiratoria. L’unica terapia efficace sono gli antibiotici.

Tuttora è spesso causa finale di morte per malati debilitati, molto anziani o già colpiti da altre malattie croniche (polmoniti opportuniste).

Uno studio presentato nel corso del 112° congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI), che si concluderà il 25 Ottobre, ha dimostrato che il 50% delle polmoniti viene contratto in ospedale.

Lo studio ha coinvolto circa 2.000 pazienti di 55 reparti di Medicina Interna di ospedali italiani e ha rivelato che il 18% delle polmoniti contratte in Italia è “nosocomiale” (Hap), cioè contratta per un’infezione acquisita in ospedale.

Poi un altro 30% viene contratto frequentando istituti di riabilitazione, day hospital o comunità per anziani affetti da malattie croniche. Tutti gli altri pazienti che hanno preso la polmonite, il 51,6%, se la sono procurata fuori dagli ospedali.



Ancora più allarmante è che il tasso di mortalità di chi contrae la polmonite in ospedale è del 18%, quasi pari a quello dei soggetti che vengono contagiati durante un day hospital o altre procedure terapeutiche e diagnostiche in strutture sanitarie (il 17%).

La mortalità, però, di chi si ammala di polmonite fuori dall’ospedale (Cap) è del 7%, bassissima quindi. Chi prende la polmonite durante un ricovero impiega inoltre più tempo per guarire: 19 giorni contro i 15 di chi contrae la malattia fuori dai centri clinici.

Francesco Violi, presidente SIMI, direttore della I Clinica Medica al Policlinico Umberto I e professore ordinario di Medicina Interna all’Università La Sapienza, ha spiegato che rimanere  in ospedale a lungo è pericoloso perchè reparti e day hospital possono rivelarsi un ricettacolo di batteri.

I ricoveri più lunghi del dovuto possono infatti complicare le degenze con malattie e infezioni che portano, nei casi più gravi, fino alla morte.

Durante un day hospital, per esempio, si possono acquisire batteri che poi vengono portati a casa, con il pericolo di contagiare anche familiari e amici di questa stessa grave forma della malattia che, per guarire, ha bisogno dell’uso di molti più farmaci.

Per tale ragione, quindi, è bene frequentare gli ospedali il meno possibile e lo stesso vale per i visitatori, soprattutto per i bambini.

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