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La risposta alle statine influenzata dai batteri intestinali

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); I batteri che esistono nel nostro intestino possono  influire su come le persone rispondono alle statine, i farmaci usati per controllare i livelli di colesterolo nel sangue. Fino ad oggi, i medici non sono stati in grado di spiegare adeguatamente perché alcuni pazienti rispondono bene ...

di Daniele Lisi

20 Ottobre 2011





batteriI batteri che esistono nel nostro intestino possono  influire su come le persone rispondono alle statine, i farmaci usati per controllare i livelli di colesterolo nel sangue. Fino ad oggi, i medici non sono stati in grado di spiegare adeguatamente perché alcuni pazienti rispondono bene ai farmaci per abbassare il colesterolo, mentre altri no. Un gruppo di ricerca, che ha svolto uno studio specifico sull’argomento e che ne ha pubblicato i risultati sulla rivista PLoS One, ha potuto constatare che molti batteri derivati ​​degli acidi biliari possono avere una notevole influenza su come gli esseri umani rispondono al trattamento con statine.

Le statine, note anche come inibitori dell’HMG-CoA reduttasi, sono farmaci comunemente prescritti per abbassare i livelli ematici di colesterolo. Il farmaco blocca l’azione di un enzima nel fegato, l’HMG-CoA reduttasi, che è necessario per  il colesterolo. Il colesterolo è vitale per la vita della cellula e per tutte le normali  funzioni corporee. Tuttavia, livelli eccessivi, in particolare di LDL (lipoproteine ​​a bassa densità, o colesterolo “cattivo“), possono  portare ad aterosclerosi, ovvero quando il colesterolo si accumula nelle arterie e da luogo a placche che finiscono con il  bloccare il flusso di sangue. Quando le statine riducono i livelli di colesterolo nel sangue, il paziente ha un rischio inferiore di andare incontro ad episodi di angina (dolore al petto),  attacco cardiaco e ictus.

simvastatina

Simvastatina

I risultati di questo studio condotto presso la  Duke University sembrano dimostrare che  la risposta dei pazienti alle statine può dipendere dal tipo di batteri intestinali. Questi batteri vivono nell’intestino umano e contribuiscono  a decomporre il cibo. Del resto,  l’impatto dei batteri intestinali va ben oltre la digestione visto che aiutano il nostro sistema immunitario, producono vitamine, influenzano e determinano il nostro peso corporeo, e anche il modo in cui metabolizzare i farmaci.
Lo studio in questione, pur se condotto su un numero molto limitato di soggetti volontari, appena 100, ha mostrato  che coloro il cui livello di LDL è sceso il più dopo aver preso  un farmaco a base di simvastatina, avevano più alti livelli di batteri derivati ​​degli acidi biliari e tre specifici batteri intestinali, l’acido lithocholic (LCA), l’acido taurolithocholic (TLCA), e l’acido glycolithocholic (GLCA) , questo rispetto a coloro i cui livelli di colesterolo LDL non si sono significativamente abbassati.



Quelli che non hanno risposto così bene alla simvastatina,  avevano livelli più elevati di  cinque batteri derivati ​​degli acidi biliari.
In base a questi risultati, si potrebbe dedurre  che i cinque batteri derivati ​​dagli acidi biliari prodotti negli individui che non rispondono bene alle statine, potrebbero di fatto   competere con le statine nel legarsi alle cellule, imitando lo stesso comportamento del farmaco, il  che renderebbe più difficile alle molecole delle statine di arrivare alle cellule del fegato dove avrebbero dovuto  inibire la produzione di HMG-CoA reduttasi.
Si è quindi  scoperto che il beneficio delle statine potrebbe essere in parte legato al tipo di batterio che vive nell’intestino.  Il motivo per cui rispondono in modo diverso non sembra essere  solo legato al corredo genetico di ciascun paziente, bensì  anche alla flora batterica  intestinale.

Questi risultati potrebbero  aprire la strada a test in grado di determinare quali pazienti possono rispondere bene alle statine, e quali invece no. Un

colesterolo

La placca causata dal colesterolo

esame del sangue potrebbe identificare gli acidi biliari che possono competere con alcune statine e quindi i pazienti con questi composti nel sangue potrebbero essere dirottati verso altri farmaci o differenti  statine.
Il consumo di probiotici potrebbe anche alterare la flora intestinale in modo da indirizzare l’equilibrio di batteri nell’intestino verso batteri che non producono sostanze chimiche che neutralizzano gli effetti delle statine.
La flora batterica intestinale  è costituita da microrganismi presenti nel tubo digerente che è il più grande serbatoio di flora batterica umana. La maggior parte della flora intestinale è costituita da batteri e se ne contano tra  300 e 1.000 diverse specie che vivono nell’intestino.

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