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Il reflusso gastroesofageo

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Il reflusso gastroesofageo può dipendere da una predisposizione familiare, da una disturbo gastrico ma anche, e questa è in genere la causa più frequente, da un disordine alimentare derivante da una serie di cattive abitudini. E non solo, visto che anche lo stile di vita, quindi ...

di Daniele Lisi

13 Ottobre 2011





reflussoIl reflusso gastroesofageo può dipendere da una predisposizione familiare, da una disturbo gastrico ma anche, e questa è in genere la causa più frequente, da un disordine alimentare derivante da una serie di cattive abitudini.
E non solo, visto che anche lo stile di vita, quindi lo stress e ritmi di lavoro esasperati,  può essere il responsabile di questo disturbo che, a lunga andare, è causa di gravi danni all’esofago che, al contrario dello stomaco, non è protetto dall’azione erosiva dei succhi gastrici.

Infatti, quando i succhi gastrici risalgono lungo l’esofago, fino in gola, ne erodono la parete, ovviamente non se si tratta di un evento del tutto occasionale, e possono provocare delle gravi ulcerazioni. Si tratta, comunque, di un disturbo abbastanza diffuso, dal momento che un terzo degli italiane ne soffre almeno una volta durante il mese. Ma come evitare questo antipatico disturbo.
Bisogna decidersi ad adottare uno stile di vita e delle abitudini alimentari che siano sostanzialmente più rispettose del nostro organismo. Nello specifico, è necessario adottare un regime alimentare che sia in grado di aumentare il tono dello sfintere esofageo, la porta che divide lo stomaco dall’esofago, in modo che la risalita dei succhi gastrici sia impedita, o quanto meno contrastata, da una maggiore elasticità dello sfintere stesso. Ma non basta, visto che è necessario ridurre la secrezione acida in eccesso dello stomaco e, ancora, contenere al massimo la pressione intraddominale, per evitare che eserciti quella spinta all’insù. Poi, i farmaci e in particolare gli inibitori della pompa protonica, l’ultima generazione di farmaci protettori dello stomaco che hanno di fatto risolto la maggior parte dei problemi gastrici,  riusciranno a fare il resto.

Ma, una delle condizioni essenziali per evitare questo disturbo, è un regime alimentare corretto ed equilibrato.
Le abitudini che ci portano a consumare di tutto e di più, soprattutto se siamo fuori per lavoro e abbiamo giusto il tempo di prendere qualcosa al bar per calmare i morsi della fame, vanno assolutamente ridimensionate.  Merendine, snack e panini dagli strani contenuti, dovrebbero essere sostanzialmente banditi, visto che nei soggetti predisposti, sono causa di un aumento dell’acidità gastrica con conseguente reflusso.

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Lo sfintere esofageo, porta tra stomaco ed esofago

Bisogna evitare di saltare il pasto, qualunque ne sia la causa, che poi cercheremo di compensare con una cena molto più abbondante che, semmai, ci costringerà ad andare a letto con lo stomaco stracolmo e che, vista anche la posizione supina, faciliterà la risalita. Quindi, come prima regola, pasti regolari ed equilibrati, senza esagerazioni, in particolar modo nelle ore serali, e aspettare sempre almeno un paio d’ore prima di coricarsi.
Avere l’accortezza di  coricarsi con la testa  in posizione più sollevata di almeno 15-20 cm e, evitare quindi, di dormire bocconi.

Cercare di limitare la pressione addominale, in modo che questa non possa favorire il reflusso gastroesofageo.  Quindi limitare il più possibile l’utilizzo di abiti stretti in vita o, comunque, di cintura troppo strette. La soluzione migliore, per chi ha la predisposizione a questo disturbo gastrico, sarebbe  quello di utilizzare le bretelle al posto della cintura, anche se questa è una soluzione che non a tutti è gradita.
Bisogna, poi, imparare a mangiare correttamente. Sembra una banalità dire una cosa del genere, ma a ben vedere, invece, è necessario puntualizzare certi comportamenti che sono spesso causa di questo disturbo.

Quindi, niente più pasti in piedi, consumati frettolosamente, ma abituarsi e imporsi, soprattutto, di mangiare con tutta calma e senza ingozzarsi per la fretta. Se il lavoro dovesse rappresentare un ostacolo a questa che dovrebbe essere una sana abitudine, bisogna fare in modo di piegare il lavoro alle nostre esigenze personali e non lasciarsi sopraffare dalle corse che, spesso, non portano nemmeno a nulla di buono.
reflussoQuindi è necessario ritagliarsi il tempo necessario per consumare il pasti principale della giornata, che deve essere il pranzo e non la cena, con tutta calma. Abituarsi a masticare lentamente perché, sarebbe inutile ricordarlo, ma lo facciamo comunque, la prima digestione avviene in bocca e questo non solo grazie alle sostanze chimiche contenute nella saliva dotate di proprietà digestive, ma anche perché la triturazione del cibo che avviene durante la masticazione, facilita e rende meno gravoso per lo stomaco il lavoro digestivo.



Chi soffre di reflusso gastroesofageo, dovrebbe inoltre consumare 4-5 piccoli pasti nell’arco della giornata e al posto di un paio di abbuffate che non faranno altro che aggravare la situazione.
Ma la medicina migliore è e resta una corretta dieta alimentare, che metta al bando una serie di alimenti che, nei soggetti che soffrono di questo disturbo, sono delle vere e proprie bombe.
Niente intingoli e alimenti ricchi di sostanze grasse che, oltre a  rallentare la digestione e quindi a favorire la permanenza del cibo nello stomaco per un periodo significativamente più lungo, indeboliscono lo sfintere esofageo che non riuscirà, quindi, a contrastare adeguatamente la spinta verso l’alto. Lo stesso effetto lo ha il fumo, per cui le persone con questo disturbo, se vogliono vivere meglio, devono assolutamente smettere di fumare.
La lista delle bevande e dei cibi che favoriscono il reflusso è abbastanza nutrita a partire dal caffè, the, cioccolato, menta, bevande gassate,  pomodori crudi, spezie varie e in particolare il pepe e peperoncino, alcolici e in particolare i superalcolici.

dormire

Dormire con la testa sollevata

Di contro, gli alimenti ricchi di proteine, sia animali che vegetali, accrescono il tono dello sfintere esofageo, mettendolo quindi nelle migliori condizioni per svolgere il suo compito, ma bisogna fare attenzione che vengano cotti in maniera salutare, quindi niente salsine di vario tipo o fritture.
La carne alla piastra va cotta lentamente, e bisogna evitare di mangiarne le parti bruciacchiate le quali favorirebbero una maggiore acidità gastrica, evenienza che deve sempre essere evitata.
Fare molta attenzione alle bibite gassate, così come all’abitudine di masticare del chewingum che non fanno altro che aumentare il volume di aria presente nello stomaco con conseguente spinta verso l’alto che facilita, appunto, il reflusso.
Oltre ad evitare gli alimenti che abbiamo appena citato, è possibile ricorrere a qualche altro accorgimento per limitare al massimo il problema. Innanzi tutto, bere di più, acqua naturalmente e ovviamente naturale e non gassata. I liquidi proteggono la mucosa dell’esofago dall’azione erosiva dei succhi gastrici.

Fare attenzione ad alcuni farmaci, i FANS in particolare, praticamente l’aspirina, e chiedere consiglio al proprio medico per sapere quale farmaco alternativo è possibile assumere.
Il latte è un alimento protettivo, in quanto essendo un alimento basico e non acido, tampona in un certo senso l’acidità in eccesso, ma fare attenzione a non abusarne, altrimenti si potrebbe avere l’effetto contrario a causa delle presenza dei grassi e delle proteine del latte che aumentano l’acidità gastrica.
Mantenere rigorosamente il proprio peso entro i limiti corretti. Condizioni di obesità o anche solo di sovrappeso,  determinano di fatto la compressione gastrica che è causa di reflusso.

spezie

Le spezie vanno bandite dalla dieta

Lo stress, è spesso additato come uno dei principali responsabili del fenomeno. La faccenda è vera solo in parte in quanto lo stress, e quindi lo stato di ansie che ne deriva, può essere causa di un aumento di acidità gastrica, ma che diventa determinante solo nei soggetti che già soffrono di tale problema.
Un problema molto più che fastidioso è l’acidità notturna che, nei soggetti sofferenti di reflusso gastroesofageo, perdura per diverso tempo e, oltre a essere causa di insonnia, favorisce la risalita dei succhi gastrici l’ungo l’esofago.  Quindi, la condizione essenziale per limitare al massimo questo problema notturno è  consumare pasti leggeri la sera e aspettare almeno un paio d’ore prima di coricarsi. Inoltre è essenziale dormire con la testa sollevata di almeno 20 cm rispetto al corpo. Inoltre, è bene ricordarsi che dormendo coricati sul lato destro, si facilita lo svuotamento dello stomaco.

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