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Allergia al sole o fotoallergia: la malattia di Milly Carlucci

La celebre conduttrice Milly Carlucci ne ha parlato pubblicamente per la prima volta diversi anni fa, ecco cos’è l’ allergia al sole o fotoallergia e come si manifesta

di Maria Corbisiero

23 Ottobre 2018



Sono trascorsi diversi anni da quando la celebre conduttrice del talent show “Ballando con le Stelle” aveva parlato pubblicamente della sua allergia al sole, chiarendo i primi sintomi manifestati durante un giro in barca e specificando le cure e i consigli ricevuti dai medici.

La fotoallergia dalla quale è affetta Milly Carlucci è più comune di quanto si possa pensare e non deve essere confusa la protoporfiria eritropoietica (EPP), una malattia genetica rara dai sintomi simili all’ allergia del sole ma che in Europa occidentale colpisce 1 persona su 150mila.

 

Allergia al sole o fotoallergia: la malattia di Milly Carlucci.

Allergia al sole o fotoallergia: la malattia di Milly Carlucci

Correva l’anno 2013 quando Milly Carlucci descrisse per la prima volta la sua allergia al sole, una patologia che ancora oggi non le permette di esporsi al sole e la costringe ad adoperare misure cautelari anche in città al fine di evitare importanti eritemi e scottature della pelle.

“Capii di essere allergica al sole dieci anni fa. All’improvviso mi comparvero delle grandi macchie di colore marrone sulla pelle. Lo confesso, mi spaventai e il giorno stesso corsi subito al pronto soccorso per farmi visitare da un dermatologo. Che, dopo avermi spiegato il problema, mi diede una crema antistaminica, bendandomi per bene le zone interessate. Già un paio di giorni dopo stavo meglio, ma da allora evito di  espormi ai raggi solari”.

Quel giorno la conduttrice si trovava in barca sul lago di Bracciano, vicino Roma, per assistere ad una delle prime regate veliche alle quali prese parte il figlio Patrick all’epoca adolescente.

“C’era molto sole, faceva caldo. Indossavo dei bermuda e, nonostante fossi coperta con una maglietta e un cappello per ripararmi dai raggi, all’improvviso mi comparvero quelle macchie: una sul collo del piede, due sul decolletè e un altro paio sui polsi.”.

Pur avendo una carnagione molto chiara e lentigginosa, particolarità fisiche che potevano lasciar intuire un’eventuale predisposizione all’ allergia al sole, quella fu la prima volta che si manifestarono in lei i sintomi di un’elevata fotosensibilità.

Allergia al sole o fotoallergia: la malattia di Milly Carlucci

Allergia al sole o fotoallergia: cos’è e come si manifesta.

 

L’ allergia al sole non è altro che una reazione del sistema immunitario alla luce del sole. I sintomi di tale disturbo possono essere: eruzioni cutanee, eritema, prurito e scottature. Vi sono 4 tipi più comuni di allergia al sole:

 

  • Dermatite polimorfa solare: si tratta di uno dei più comuni disturbi della pelle provocati dal sole e colpisce con maggiore incidenza le donne che iniziano a manifestare i primi sintomi in giovane età;
  • Dermatite polimorfa solare ereditaria: rispetto al disturbo prima citato, questo tipo di allergia al sole presenta sintomi più intensi che iniziano a manifestarsi durante l’infanzia o l’adolescenza;
  • Dermatite fotoallergica: con tale disturbo si indica una reazione allergica dovuta all’esposizione ai raggi del sole in combinazione con l’assunzione di particolari sostanze chimiche o l’assunzione e/o applicazione di specifici farmaci;
  • Orticaria solare: tipica nelle donne giovani, tale disturbo si manifesta dopo un’eccessiva esposizione al sole ed è caratterizzato dalla comparsa di orticaria sulla cute non protetta.

 

 

Ancora sconosciuti i fattori che provocano l’ allergia al sole, tuttavia è possibile riconoscere la stessa attraverso i suoi principali sintomi che possono variare a seconda del tipo di disturbo:

 

  • Rossore;
  • prurito o dolore;
  • presenza di vesciche o bolle;
  • presenza di pomfi simili a quelli delle punture di zanzara.

 

 

I suddetti sintomi possono svilupparsi e manifestarsi sia pochi minuti dopo l’esposizione al sole che dopo diverse ore. È comunque importante non sottovalutarli e, in caso di comparsa, rivolgersi immediatamente ad un medico o richiedere una visita dermatologica.

Una volta diagnosticata l’ allergia al sole, al fine di prevenire nuovamente la comparsa dei sintomi, è opportuno adottare alcune misure cautelative.

 

Innanzitutto è necessario limitare l’esposizione al sole, soprattutto quella improvvisa e nelle ore più calde della giornata (dalle 10:00 alle 16:00); è inoltre opportuno indossare occhiali, cappelli ed indumenti che proteggano la pelle dai raggi solari ed utilizzare creme con un alto fattore di protezione ma che non contengano agenti chimici che possano peggiorare l’allergia.

“Purtroppo non ci sono medicine che guariscano completamente questa malattia – spiegava Milly Carlucci nella sua intervista – Possono lenirla, semmai, appunto con degli antistaminici. L’unica soluzione è la prevenzione. Da maggio a settembre evito di stare al sole e indosso dei cappelli a falde larghe, degli occhiali da sole che coprano completamente gli occhi, magliette a maniche lunghe e pantaloni di cotone fino alla caviglia. Ma senza la protezione solare totale non potrei uscire di casa. Come mi ha consigliato il mio dermatologo, la crema la spargo più volte al  giorno, per creare un effetto emolliente continuo. Inoltre nelle ore centrali della giornata, se posso evito di stare all’aria aperta.  Uso queste accortezze non solo al mare, ma anche in città o in montagna, visto che i raggi solari in quota sono anche più pericolosi di quelli marini.  Inoltre una volta l’anno mi sottopongo a dei controlli medici per capire se il mio grado di allergia sia stabile o peggiorato e se rischio dei tumori alla pelle”.

Allergia al sole o fotoallergia: la malattia di Milly Carlucci

L’ allergia al sole non è la protoporfiria eritropoietica (EPP).

 

Come detto in precedenza, non bisogna confondere l’ allergia al sole con la protoporfiria eritropoietica (EPP)., una rara patologia genetica appartenente alle porfirie, un gruppo di malattie rare provocate dall’alterazione dell’attività di uno degli enzimi che sintetizzano il gruppo eme nel sangue.

Le porfirie croniche, quindi non acute, sono:

 

  • Porfiria cutanea tarda (PCT): è la più frequente delle porfirie e si manifesta verso i 30/40 anni. I sintomi di tale malattia (bolle, cisti, erosioni cutanee) sono perlopiù cutanei e compaiono sulle zone della pelle maggiormente esposte al sole. Le persone affette da tale patologia possono avere problemi epatici, soprattutto se vi è un’eccessiva assunzione di alcool, di ferro o in seguito ad infezioni da virus;
  • Porfiria epatoeritropoietica (HEP): è una rarissima forma di porfiria epatica dovuta ad una mutazione del gene UROD;
  • Porfiria eritropoietica congenita o Morbo di Gunther (CEP): è una patologia molto rara che si manifesta sin dalla nascita e provoca anemia emolitica e fotosensibilità. Chi ne è affetto mostra urine di colore rosso scuro e un’eritrodonzia, ossia se si illuminano i denti con luce ultravioletta questi diventano di colore rosso fluorescente a causa dell’eccessivo deposito di fosfato di calcio sui denti;
  • Protoporfiria eritropoietica (EPP): è la meno frequente tra le porfirie e compare nei primi anni di vita. I sintomi di questa patologia sono: bruciore, eritema ed edema delle zone esposte al sole, ispessimento della cute del dorso delle mani e del naso. In chi ne è affetto non si escludono anche problemi epatici e formazione di calcoli nella colecisti.

 

 

Fonte: Humanitas


 

Fonte immagini 123rf.com con licenza d’uso – ID Immagine: 26788901  – 17134194  

 

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