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Rapporto Sessuale Insoddisfacente: che Fare

Quando un rapporto sessuale insoddisfacente può pregiudicare la vita personale e di coppia e come si cambiano (in meglio) le cose tra le lenzuola.

di Federica Federico

09 Febbraio 2017



Quando una coppia vive un’intimità non appagante la frustrazione tra le lenzuola diventa facilmente angoscia di vita. Il rapporto sessuale insoddisfacente può non dipendere da disfunzioni fisiche o patologie invalidanti, dolorose o limitanti; il desiderio, l’eccitazione, il piacere e la risoluzione del rapporto possono essere inficiati anche da ragioni emotive.

In questa sede ci interessiamo a quella intimità che per ragioni emozionali (del cuore o della mente) non soddisfi una parte della coppia o entrambi i partner.

Il rapporto sessuale è non soddisfacente quando le fasi di esso (voglia dell’alto, incontro fisico coinvolgente, contatto completo, piacere e appagamento) non si compiono completamente o non danno alle parti pienezza e serenità.

Dolore (non determinato da disfunzioni fisiologiche o patologie), frustrazione, ansia, carenza del desiderio, disagio, mancanza di piacere, svogliatezza, senso di inadeguatezza e un globale distacco dalla vita intima sono segnali di una cattiva relazione intima e sintomi di un rapporto sessuale insoddisfacente

L’insoddisfazione occasionale non può inficiare il giudizio complessivo sull’intimità di coppia, viceversa è un generale non appagamento a fondare il giudizio negativo sul rapporto tra partner.

rapporto sessuale insoddisfacente che fare

Come si identifica il rapporto sessuale insoddisfacente, ovvero , in assenza di problemi e limitazioni fisiche, quand’è che un rapporto intimo si può rivelare complessivamente insoddisfacente?

Il rapporto sessuale è insoddisfacente:

  • quando il piacere è così tanto limitato da scarseggiare la ricerca dell’intimità, questo si traduce in una pigrizia generalizzata che induce la coppia ad allontanarsi progressivamente;
  • quando ad ogni intimo incontro cresce l’ansia da prestazione oppure il senso di inadeguatezza o una generale idea di vergogna, tutto ciò pregiudica la libertà nel rapporto intimo e limita il piacere;
  • quando il rapporto risulta sistematicamente cercato da una sola parte, cosa che induce chi cerca costantemente il rapporto a non sentirsi desiderato se non addirittura a sentirsi come colui che forza l’intimità dell’altro;
  • quando nelle dinamiche del rapporto vi sia spesso o sempre una delle due parti soccombente. Accade a chi soccombe di non raggiungere facilmente il piacere o addirittura di prestarsi al rapporto senza coinvolgimento.

 

Se una delle due parti è insoddisfatta la prima domanda che deve porsi è personale:

Provo ancora amore”.

Anche quando il rapporto di coppia dura da anni, anche quando la coppia diventa famiglia, anche quando intervengono nel tempo mutamenti di vita e personali, l’amore è e resta sempre il primo motore dell’intimità.

Pertanto se hai un rapporto sessuale insoddisfacente col tuo partner domandati se lo ami ancora e se ancora provi trasporto verso di lui.

Se il partner è pigro facilmente l’intimità ne risente. Non esiste, però, pigrizia in amore, sopratutto nella passione.

Il pigro spesso nasconde desideri inespressi e la soluzione migliore è il dialogo. Lasciate che il partner parli, si racconti e si sfoghi. Fate sì che anche tra le lenzuola trovi la sua libertà espressiva, chiedetegli cosa gli piace e fategliene dono.

Normalmente i pigri sono coloro che hanno perduto stimoli, sono sopraffatti dall’insoddisfazione e dalla paura di non riuscire e pertanto è in loro più forte l’angoscia della voglia di tentare, fare e rimettersi in gioco. 

Stimolare i pigri non vuol dire indurli a fare, piuttosto vuol dire spingerli a cercare le loro motivazioni.

Se avete un rapporto sessuale insoddisfacente col vostro partner è importante che non mentiate mai né a voi stessi né al compagno: esprimete i vostri desideri.

Può sembrare troppo spinto o osato, ma un semplice desiderio avverato può cambiare le dinamiche di coppia e aprire i partner al piacere.

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