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Malattia di Parkinson, Quali Sono i Primi Sintomi da Riconoscere

Il Parkinson è la conseguenza di una ridotta produzione di dopamina per colpa della perdita di cellule di una ristretta regione del cervello, la sostanza nera, che è composta in origine da circa 500.000 cellule.

di Daniele Lisi

05 Dicembre 2016



ParkinsonMalattia di Parkinson, Quali Sono i Primi Sintomi che possono indicare la presenza di questa malattia degenerativa per la quale attualmente non esiste una cura definitiva. Alcuni farmaci possono in qualche modo modificare l’evoluzione della malattia, ma resta il fatto che si tratta di una soluzione in grado solo di migliorare le condizioni del paziente per un certo periodo di tempo, ma certamente non di risolvere definitivamente il problema. Poiché il Parkinson è la conseguenza di una ridotta produzione di dopamina per colpa della perdita di cellule di una ristretta regione del cervello, la sostanza nera, che è formata da circa 500.000 cellule, i farmaci maggiormente efficaci, anche se solo relativamente, sono quelli a base di dopamina. La soluzione sembrerebbe essere quindi semplice, ma in effetti non è così. Altra soluzione possibile sarebbe un trapianto mirante a riportare il numero delle cellule della sostanza nera al suo livello ottimale, soluzione già tentata e che sembra aver dato risultati soddisfacenti, ma comunque soluzione oggetto di studi e di ricerche ulteriori perché il problema da risolvere è quello di reperire le cellule necessarie per il trapianto. Ciò detto, i primi sintomi si cominciano a presentare quando il numero delle cellule perse della sostanza nera comincia ad essere significativo.

Uno di primi sintomi che si avverte anche anni prima della comparsa degli altri che sono tipici del Parkinson è la perdita dell’olfatto, come riportano un po’ tutti i malati. Si passa poi a quelli tipici, come il tremore a riposo, tremore che può interessare le mani, i piedi e la mandibola, sintomo che non è invalidante, come altri che vedremo in seguito, ma che è comunque  decisamente fastidioso per il paziente. Altri lamentano anche un fastidio che viene avvertito come un tremore interno, che ovviamente non è visibile esteriormente.

 

ParkinsonAltro sintomo che spesso è il primo a presentarsi è la rigidità che può colpire gli arti, il collo e il tronco, rigidità che si palesa soprattutto con una ridotta oscillazione delle braccia durante il cammino, spesso associata ad una rigidità nei movimenti.

Vi è poi una lentezza nei movimenti, detta bradicinesia, che si manifesta interferendo nelle più banali attività quotidiane come il lavarsi, mangiare, cambiare posizione, girarsi nel letto, e via dicendo. Spesso alla bradicinesia è associata l’acinesia, ovvero la difficoltà ad iniziare i movimenti spontanei.

Altro sintomo è rappresentato da un disturbo dell’equilibrio, un sintomo pericoloso in quanto il paziente ha difficoltà a correggere spontaneamente i disequilibri, per cui può anche cadere.

Vi è poi la difficoltà nel camminare, con il passo che diventa più breve e con il paziente che tende a trascinare i piedi e ad accelerare il passo con un movimento più simile alla corsa, che a volte ha difficoltà a fermare una volta giunto a destinazione. Questo sintomo si chiama festinazione ed è spesso associato ad un altro sintomo, il freezing gait, il congelamento nella marcia con il paziente che si blocca come ad avere i piedi incollati al suolo.

La voce può diventare più flebile o tende a perdere di tonalità, per cui il paziente parla in modo monocorde, senza alcuna inflessione, inoltre può avere la tendenza a cercare di parlare più velocemente, ma in maniera meno chiara, in quanto tende a mangiarsi le parole.

Quando la malattia è già ben manifesta da qualche tempo, può comparire anche la disfagia, ovvero la difficoltà a deglutire, un movimento automatico abbastanza complesso in quanto interessa vari muscoli del cavo orale e della gola.

Si possono presentare anche dei disturbi intestinali e, nello specifico, la stipsi così come anche la necessità di urinare più Paziente parkinsonspesso per colpa di una vescica che tende a svuotarsi con maggiore difficoltà.

Vi sono poi ancora disturbi della pressione che, in base alla posizione assunta, può essere ipertesa o ipotesa. E ancora, disturbi del sonno accompagnarti, di conseguenza, anche da disturbi dell’umore, anche se non sempre in stretta correlazione. Infine i disturbi cognitivi che si manifestano in particolar modo nello stadio avanzato della malattia.

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