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Tumore al Seno, Sai Fare l’autopalpazione? Quando Bisogna Preoccuparsi

Mai abbassare la soglia di attenzione, la prevenzione è fondamentale. Scopri come eseguire perfettamente l'autopalpazione del seno

di Fabiana Cipro

30 Ottobre 2016



Bisogna mantenere la soglia di attenzione molto alta. Il tumore al seno è una patologia che non guarda in faccia nessuno e che non bada neppure all’età, anche se è da sottolineare che il 75 per cento dei casi riguarda le donne che hanno superato i 50 anni. L’unica arma che abbiamo a disposizione per combatterlo è la prevenzione, basti pensare che il sito dell’Airc scrive che: Il tumore al seno colpisce 1 donna su 8 nell’arco della vita. È il tumore più frequente nel sesso femminile e rappresenta il 29% di tutti i tumori che colpiscono le donne. È la prima causa di mortalità per tumore nelle donne, con un tasso di mortalità del 17% di tutti i decessi per causa oncologica del sesso femminile.

autopalpazione

Ottobre è il mese della prevenzione e la prima cosa che abbiamo a disposizione e che possiamo fare comodamente a casa nostra è l’autopalpazione. Ovviamente non sostituisce una visita medica, ma può aiutarci a notare se ne nostro seno c’è qualcosa che non va.

 

L’esame si svolge in due fasi:

  • l’osservazione permette di individuare mutazioni nella forma del seno o del capezzolo,
  • la palpazione può far scoprire la presenza di piccoli noduli che prima non c’erano.

Quando si parla di autopalpazione si pensa solo a un esame per la ricerca di noduli nella ghiandola mammaria, ma in realtà grazie a questo esame possono emergere altri segnali che devono spingere a consultare un medico, come retrazioni o cambiamenti della pelle, perdite di liquido dai capezzoli e cambiamenti di forma della mammella.

 

A partire dai 20 anni l’esame può essere effettuato una volta al mese tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo. Rispettare questi tempi è importante perché la struttura del seno si modifica in base ai cambiamenti ormonali mensili, e si potrebbero di conseguenza creare, in alcuni casi, confusioni o falsi allarmi.

autopalpazione

È bene ricordare che, oltre agli ormoni, anche l’età, il peso corporeo, la familiarità e l’uso di contraccettivi orali influenzano la struttura del seno che, a volte, specialmente nelle donne giovani, si presenta particolarmente densa e difficile da valutare correttamente con l’autoesame.

 

Tra i 40 e i 50 anni l’incidenza (cioè i numero di nuovi casi) del tumore del seno aumenta in modo rapido e costante e quindi le donne in questa fascia di età non possono rinunciare all’autopalpazione come strumento di prevenzione. Con il sopraggiungere della menopausa, l’esame può essere eseguito indifferentemente in qualunque periodo del mese e deve essere effettuato con regolarità anche e soprattutto dalle over 60 poiché il picco di incidenza (numero di nuovi casi) del tumore del seno si colloca proprio tra i 65 e i 70 anni.

 

L’autopalpazione rappresenta un primo strumento di prevenzione del tumore del seno, ma da sola non può bastare e deve essere abbinata, a partire dai 45-50 anni, o anche prima in caso di familiarità o alterazioni, a visite senologiche ed esami strumentali più precisi come ecografia o mammografia.

autopalpazione

Come eseguire l’autopalpazione?

 

  • Mettetevi davanti a uno specchio in una stanza ben illuminata;
  • Osservate il seno sia di fronte che di profilo prima con le braccia stese lungo i fianchi e successivamente con le braccia alzate sopra la testa alla ricerca di eventuali irregolarità nel contorno o alterazioni nella forma del capezzolo (ricordate, però, che quasi mai le due mammella sono identiche!);
  • Continuate l’osservazione portando le mani sui fianchi, contraendo i muscoli pettorali e piegandovi in avanti;
  • Iniziate l’autopalpazione piengando un braccio dietro la testa e facendo scorrere sul seno l’indice, il medio e l’anulare uniti in movimenti concentrici dall’esterno della mammella verso il capezzolo. In questo modo potrete cogliere eventuali noduli o indurimenti;
  • Continuare ad esaminare il seno con movimenti verticali delle dita e per quadranti dall’interno verso l’esterno e viceversa;
  • Per concludere, premete leggermente il capezzolo tra pollice e indice per rilevare eventuali fuoriuscite di liquido.

 

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