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Atteggiamenti da Evitare Perché Rovinano il Legame Tra Genitori e Figli

Il compito del genitore è complesso, perché non si è solo padre o madre, ma si è anche educatori, ed è qui che si incontrano le vere difficoltà.

di Daniele Lisi

24 Maggio 2016



EducazioneAtteggiamenti da Evitare Perché Rovinano il Legame Tra Genitori e Figli, legame che potrebbe essere seriamente compromesso. Fare i genitori è il mestiere più difficile del mondo anche perché non lo si impara, non esiste una scuola o un corso sull’argomento. Ogni genitore si basa sull’esperienza vissuta a sua volta come figlio, e se si è trovato bene, se il suo rapporto con in suoi genitori è stato più che soddisfacente, cercherà di adottarlo a sua volta nella speranza che anche in questo caso tutto possa andare per il verso giusto. Tuttavia questa strategia è viziata da un errore di fondo, ovvero che i tempi sono cambiati, che il contesto è sostanzialmente differente, che i figli possono avere delle personalità diverse, per cui è necessario adattare i proprio comportamenti, il proprio approccio educativo alle mutate condizioni, cosa che però non tutti sanno fare in quanto nella maggior parte dei casi si trovano spiazzati e non sanno adeguarsi alla situazione non prevista. Inoltre, il compito del genitore è complesso, perché non si è solo padre o madre, ma si è anche educatori, ed è qui che il più delle volte casca l’asino, come suol dirsi.

A volte si fanno degli errori gravi. I due eccessi, per esempio, sono entrambi da evitare, come essere troppo permissivi o eccessivamente severi. Alcuni genitori poi hanno la cattiva abitudine di sminuire la figura dell’insegnante, per cui se questo per un qualsiasi giusto motivo redarguisce un bambino, sempre che lo faccia nei modi corretti ovviamente, viene contestato, si suggerisce al figlio di non dargli ascolto, e questo non è affatto un atteggiamento educativo in quanto gli si insegna a non rispettare l’autorità, le regole, con cui poi inevitabilmente dovrà confrontarsi man mano che cresce e una volta diventato adulto.

educarePer comprendere bene le esigenze dei propri figli e quindi per esser loro sempre vicini, non solo affettivamente, ma anche come educatori, come sostegno, come consiglieri, è necessario ascoltarli, anche quando fanno la più banale delle domande. I bambini ne fanno molte e si aspettano delle risposte, per cui non vanno mai liquidati frettolosamente o ignorati perché si è intenti a fare altre cose. Quindi mai zittirli, ignorarli, altrimenti si isoleranno, cercheranno delle risposte senza più consultare i genitori e, un poco alla volta, finiranno con l’escluderli dalla loro vita, li ignoreranno, perderanno fiducia in loro.

È evidente che è necessario insegnare loro a rispettare le regole, e a renderli anche consapevoli che una regola disattesa comporta delle conseguenze, sempre in misura adeguata alla trasgressione, tuttavia bisogna farlo con fermezza ma spiegando il perché dell’errore, in modo che il bambino comprenda e si renda conto di ciò che è opportuno fare e ciò che invece va evitato. Bisogna poi dargli fiducia, congratularsi con lui per le cose ben fatte che non vanno mai date per scontate, far crescere la sua autostima, altrimenti le sole punizioni sortiranno l’effetto contrario, oltre a fare allontanare il bambino dai genitori nei quali comincerà a non avere più quella fiducia necessaria.

Quindi, quando li si sgrida per un giusto motivo, farlo con fermezza e al tempo stesso con delicatezza, senza mai urlare loro contro, ma facendo loro comprendere che il rimprovero è necessario e che al tempo stesso la fiducia che si nutre nei loro Educare i figliconfronti non è stata compromessa da quell’errore. Evitare assolutamente di rimproverarli in presenza di altre persone, in particolar modo con coetanei, così come è altrettanto importante non metterli mai a confronto con altri, non fare paragoni, non farli quindi sentire inferiori semmai a fratello più grande o al compagno di giochi, perché altrimenti oltre a sviluppare un sentimento di inferiorità, potrebbero anche cominciare a nutrire una certa avversione nei confronti del genitore, o peggio, un sentimento ancor più drastico e negativo.

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