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Come mantenere la Glicemia Bassa aiuta a non ammalarsi di Cancro, i consigli del dott. Berrino

La sana alimentazione è la strada maestra per poter contare su di una buona salute e su di una altrettanto buona aspettativa di vita.

di Daniele Lisi

30 Marzo 2015



Dott. BerrinoCome mantenere la Glicemia Bassa aiuta a non ammalarsi di Cancro, i consigli del dott. Berrino, medico presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dove dirige il Dipartimento di Medicina Preventiva. Dalla sua lunga esperienza una serie di consigli per limitare il rischio cancro proprio riducendo i valori della glicemia, anche quelli che comunque rientrano nella norma. Infatti, non basta che i valori siano compresi nel range normale, ma devono comunque essere più vicini ai valori minimi piuttosto che a quelli alti, perché anche in questo caso il rischio cancro è molto più elevato. Secondo le ricerche epidemiologiche svolte presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, si è constatato che le donne con valori di glicemia che tendono più verso l’alto dei valori normali previsti, hanno il doppio di probabilità di ammalarsi di tumore alla seno rispetto invece alle donne i cui valori di glicemia tendono verso quelli minimi. Questi studi svolti una decina di anni or sono, hanno poi trovato riscontro negli anni, e questo a maggior ragione suggerisce di mantenere i livelli di glicemia sotto stretto controllo.

Secondo il dott. Berrino, il rischio non è solo per le donne in quanto i livelli alti di glicemia non sono solo legati al cancro al seno, ma lo stesso vale anche per il cancro al colon, il cancro al collo dell’utero, il cancro al polmone e, con molta probabilità, il rischio vale anche per tutti i tipi di tumori. Lo stesso discorso vale anche per i pazienti che già hanno sviluppato un tumore, che vedono quindi la loro sopravvivenza ridursi drasticamente se i livelli di glicemia sono tendenti ai valori massimi consentiti. Come fare allora per allontanare il rischio cancro? Come ormai da anni si sostiene da più parti, l’alimentazione è di estrema importanza per ridurre il rischio cancro, per cui è bene sapere quali alimenti assumere quali sarebbe molto meglio evitare.

GlicemiaPer il problema legato ai livelli di glicemia è necessario ridurre drasticamente il consumo degli alimenti raffinati e, nello specifico, tutte le farine bianche, il pane bianco, il riso bianco e le patate, queste ultime per colpa dell’amido che fa aumentare di molto i livelli di glicemia. La loro posto è molto meglio consumare pane e riso integrali, il farro, l’orzo il grano saraceno, insomma tutti gli alimenti integrali, per cui si dovrebbe dare la preferenza anche alla pasta integrale. Ovviamente vanno ridotti anche tutti i grassi saturi, di origine animale, come quelli del latte e dei suoi derivati, quelli della carne, sia rossa che bianca, e quindi evitare anche di condire le pietanze con burro o altri condimenti di origine animale.

Preferire quindi l’olio extra vergine di oliva, che andrebbe utilizzato sempre, sia a crudo per condire per esempio le insalate, sia nella cottura degli alimenti e anche nelle fritture, al posto dell’olio di semi, che comunque andrebbero assunte occasionalmente. L’olio di oliva sopporta molto più agevolmente le alte temperature, tipiche delle fritture, e quindi non si degrada e non rilascia sostanze che potrebbero essere tossiche per l’organismo. Del resto, si tratta di raccomandazioni che ormai sono quasi universali, nel senso che non riguardano solo il rischio cancro.

La sana alimentazione è la strada maestra per poter contare su di una Alimenti integralibuona salute e su di una altrettanto buona aspettativa di vita. Ovviamente, ci sarà poi anche la genetica a condizionare la vita di ciascun individuo, ma questo non vuol dire che bisogna tralasciare l’alimentazione, che deve essere sempre sana ed equilibrata. Altra raccomandazione importante da non sottovalutare mai è relativa al consumo di carne che non dovrebbe mai essere superiore alle 4-5 volte al mese, come del resto raccomanda da tempo ormai anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS.

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