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Ti alzi presto la mattina? Attento che rischi di…

Una recente ricerca della Harvard University sembra dimostrare che esiste una stretta relazione tra le scelte morali che si fanno durante la giornata, e il tempo dedicato al sonno.

di Daniele Lisi

18 Agosto 2014



MattinieraTi alzi presto la mattina? Attento che rischi di…, ma vediamo di cosa si tratta. Una recente ricerca della Harvard University, condotta da un gruppo di psicologi, ha osservato 200 soggetti volontari per verificare se ci fossero correlazioni tra le scelte morali che si fanno durante la giornata, e il tempo dedicato al sonno. Una ricerca alquanto originale, oltre tutto basata su di un eccessivamente esiguo numero di soggetti osservati, condizione che di per sé non è certamente garanzia di accuratezza di risultati. In sostanza, la ricerca in oggetto ha buone probabilità di essere considerata poco probante, per cui ciascuno potrà trarre le proprie considerazioni. Perché una ricerca sia  valida, per ritenere che il risultato sia da considerarsi quanto più possibile vicino alla realtà, quindi affidabile, è necessario chela platea di soggetti  osservati, quale che sia la natura della ricerca stessa, sia molto vasta, almeno alcune migliaia di soggetti, o pazienti, meglio ancora se alcune decine di migliaia. Quindi, la ricerca in oggetto, è da prendere con le molle, come suol dirsi. Potrebbe tuttavia essere oggetto di ulteriori studi, così da poter verificare la veridicità dei risultati ottenuti.

Dalla ricerca è comunque emerso che i soggetti che si alzavano più di buon mattino, che in sostanza dormivano meno, erano più inclini a prendere, nel corso della giornata, delle decisioni sbagliate, o meglio,  a fare delle scelte eticamente più disoneste, questo sia in campo lavorativo che nella vita privata. Infatti, sempre i mattinieri, erano più facilmente preda di tentazioni di vario genere, oltre a cedere più facilmente all’infedeltà. Sembra quasi che il sonno consenta di affrontare la vita, e quindi  le azioni da compiere nell’arco della giornata, con maggiore serenità, con uno spirito diverso, con la mente sgombra da tentazioni di vario genere, con la consapevolezza di dover fare le scelte giuste che poi devono essere anche eticamente corrette. Insomma, il sonno come guardiano dell’integrità morale di un individuo, un risultato alquanto curioso, se vogliamo, ma forse poi non tanto.

nervosaChe una mente riposata consenta di fare delle scelte giuste, soprattutto dal punto di vista della convenienza, per ottenere i risultati sperati, per  migliorare le proprie performance lavorative, è un fatto comprensibile, probabilmente anche scontato, ma che poi il sonno riesca anche ad indirizzare anche i comportamenti,  secondo l’etica e la morale, lascia a dire il vero un poco perplessi, non sembra essere del tutto scontato.  Bisogna però convenire che, dormendo poco, si è anche meno sereni, per cui è più facile fare le scelte sbagliate, cercare delle scorciatoie per ottenere risultati visto che, solitamente, sono anche meno impegnative. Ma tant’è, e la ricerca sembra andare in quella direzione.

Ma a cosa potrebbe servire questa ricerca? Secondo gli autori lo stretto rapporto che sembra esserci tra i cronotipo individuale e l’onestà, o meglio, in questo caso il livello di disonestà, potrebbe rivelarsi importante nella scelta delle persone cui affidare delle decisioni importanti, nei lavori a turni, nella scelta degli aspiranti a ricoprire ruoli in cui il livello di onestà deve essere tale da non poter essere mai messo in dubbio. Basti pensare ad un agente di polizia, ad un ispettore delle forze dell’ordine e, via via salendo a massimi livelli, ad un magistrato o aspirante tale.

Ma non solo, anche un amministratore pubblico, colui che gestisce le finanze di un ente o qualsiasi altro istituto che gestisce denari altrui.  Verrebbe da dire Dormito beneanche un politico, ma questo si sa che è una figura del tutto diversa dagli altri, qualcosa di più unico che raro, una soggetto che  è abile nel compromesso, e tante altre cose, per cui è meglio non addentrarsi oltre. Quindi, meglio dormire un po’ di più, anche se poi la differenza non la fa certamente l’ora in cui ci si alza, ma il numero di ore di sonno, il riposo, perché sono le ore di sonno quelle che consentono di rimettere ordine nella propria mente.

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