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Tatuaggi ed Esposizione al Sole, Attenzione durante…

Alcuni pigmenti utilizzati per i tatuaggi sono fotosensibilizzanti, e possono portare al manifestarsi di bruciori, vescicole e altro ancora.

di Daniele Lisi

13 Agosto 2014



Tatuaggio al soleTatuaggi ed Esposizione al Sole, Attenzione durante le giornate al mare, o anche solo  a passeggio in una bella giornata di sole. Ormai l’estate, dopo un più che timidi avvio, sembra essere arrivata, e la meta preferita  dalla maggior parte delle persone è il mare, anche perché in caso non fosse possibile godere di un periodo di vacanza in una località di villeggiatura, fare i pendolari del mare è pur sempre una soluzione possibile. E naturalmente al mare, ed è una cosa inevitabile, si mettono in bella mostra i tatuaggi che trovano la loro collocazione un po’ ovunque, molte volte anche nelle parti del corpo che tradizionalmente vengono esposte di più a raggi del sole, come la schiena, le spalle, il collo e le braccia, e questo può rappresentare un pericolo per la salute. Del resto, è impossibile andare al mare coperti, usare una tuta da sub per fare il bagno è impensabile, così come è altrettanto  scontato che si prenda il sole senza protezione alcuna, fatta eccezione, per chi le usa, per le creme ad elevata protezione solare. Queste tuttavia non proteggono la pelle coperta dai tatuaggi dai rischi ad essi correlati, per cui è necessario adottare severe misure di prevenzione.

A lanciare l’allarme è  il professor Marcello Monti, responsabile dell’unità operativa di Dermatologia dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, il quale afferma che solo il 20-30% degli inchiostri inoculati quando si effettua un tatuaggio si fissa nei macrofagi, le cellule della pelle, formando quindi il disegno. Il resto viene assorbito dall’organismo e vi resterà imprigionato, diciamo così, per sempre. Inoltre quel 20-30% è più che sufficiente per produrre danni da esposizione ai raggi del sole. I pigmenti nero di china, i rossi intensi e i blu, che sono poi quelli più utilizzati in assoluto,  sono quelli che attirano maggiormente i raggi calorici, per cui la pelle, surriscaldata oltre il naturale, inizia ad andare i sofferenza. Quindi è necessario, più che consigliabile, non esporsi ai raggi del sole nelle ore più calde della giornata, nelle ore in cui il sole è quasi a picco e quindi batte più forte e, praticamente, tra le 11 e le 16, che poi invece sono gli orari in cui si frequenta maggiormente la spiaggia.

Un bellissimo tatuaggioMa questo, come detto in precedenza, vale anche quando si passeggia in pieno sole, quando si visita un monumento di una città d’arte, e semmai il tatuaggio sul collo o quelli sulle braccia sono completamente esposti all’azione dei raggi ultravioletti. È quindi necessario coprirsi, anche indossando indumenti a maniche lunghe, perché i rischi che si corrono non sono di poco conto. Infatti, secondo gli esperti e secondo anche lo stesso professor Marcello Monti,  alcuni pigmenti utilizzati per i tatuaggi  sono fotosensibilizzanti, e possono portare al manifestarsi di bruciori, vescicole e eczemi cutanei, nella migliore delle ipotesi.

Tuttavia il rischio maggiore è e resta il melanoma, che in caso di tatuaggi è ancora più severo. Infatti, la comparsa di questo tumore della pelle, in fase iniziale, potrebbe essere in qualche modo camuffato dal tatuaggio stesso, e solo quando comincia ad ingrandirsi, a cambiare colore e ad essere in rilievo, ci si rende conto del  problema, ma in questo caso, quasi sempre, si è in ritardo. Se preso in tempo, ovvero nelle sue fasi iniziali, il Melanomamelanoma è trattabile, ma se si lascia passare del tempo, la soluzione si allontana  a grandi passi, mettendo a rischio la salute e addirittura la propria sopravvivenza.

Questa l’opinione degli esperti, dei dermatologi e in particolare dello stesso professor Marcello Monti, per cui vale la pena interrogarsi se il gioco valga la candela, come suol dirsi, se per ostentare un bel tatuaggio, ne esistono oggettivamente di bellissimi, si possa mettere a rischio la propria salute. Ciascuno tragga le proprie conclusioni.

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