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Virus ebola fa una strage, l’allarme si espande. Cosa bisogna sapere

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità la situazione è molto critica, perché Ebola sta avanzando più velocemente degli sforzi per controllarlo.

di Daniele Lisi

04 Agosto 2014



EbolaVirus ebola fa una strage, l’allarme si espande.  L’attuale epidemia di Ebola comincia d essere decisamente preoccupante, come del resto ammette la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, perché alcune condizioni ambientali, determinanti per la diffusione del visus, sono mutate.  Lo stesso virus muta, ma lo fa con estrema lentezza e con una frequenza non tale da non renderlo controllabile, se mai si riuscisse a trovare un vaccino in grado di neutralizzarlo.  Al momento non esiste, così come non esiste una cura, tuttavia se alcune decenni fa la sua percentuale di mortalità era altissima, oggi questa si attesta al 68%, che comunque è una percentuale che definire preoccupante è un eufemismo. Questa, diciamo, ridotta mortalità è anche dovuta ad un più razionale approccio terapeutico, che in un certo senso, e entro certi limiti, riesce a rendere meno letale il virus. L’ebola è una febbre emorragica, di cui esistono cinque diversi ceppi. La sintomatologia è rapidissima: febbre emorragica, dolori muscolari, dolori agli arti e diversi problemi neurologici. L’incubazione, una volta avvenuto il contagio, va dai 2 ai 21 giorni e la morte sopraggiunge nello stesso periodo.

La trasmissione del virus, e quindi il contagio, avviene tramite il contatto con i fluidi corporei, quindi anche le lacrime e la saliva, oltre naturalmente al sangue, quindi non è aerobico, tuttavia potrebbe anche avvenire tramite le goccioline di saliva emesse con uno starnuto.  Isolato in Congo per la prima volta nel 1976, è estremamente contagioso e virulento, e se fino all’attuale epidemia era sempre stato contenuto in alcune aree dell’Africa, era perché solitamente, quando aggrediva un villaggio, non avendo la possibilità di espandersi per oggettive difficoltà di spostamento, solitamente lo decimava a tal punto da lasciare solo pochi sopravvissuti. Oggi le condizioni sono mutate radicalmente; la possibilità di spostarsi anche rapidamente all’interno del continente nero,  ha fatto si che il virus si spostasse anche in altre regioni, il che ha condotto agli attuali  729 morti su 1323 casi accertati, secondo l’ultimo bilancio ufficiale, bilancio che comunque è destinato a variare molto rapidamente.

EbolaL’OMS avverte che  Ebola sta avanzando più velocemente degli sforzi per controllarlo, e questo mette in serio pericolo non solo L’Africa e i suoi abitanti, ma anche gli altri continenti, tanto è vero che la maggior parte di questi  in cui sono presenti comunità africane che, oltre tutto, hanno continui contatti con la terra d’origine e fanno inoltre registrare continui arrivi, sono in allarme. Le autorità cinesi, per esempio,  hanno fatto installare al China Daily l’aeroporto di Baiyun, nella provincia di Canton, che poi è quella dove si concentra il maggior numero degli immigrati africani, termometri per controllare la temperatura corporea  di tutti i passeggeri in transito e,  nel caso questa dovesse superare i 37,5° C,  verrebbero effettuati dei prelievi per eseguire delle analisi del sangue.

Anche la Gran Bretagna, altro Paese in cui è numerosa la comunità di immigrati africani, è in allarme e sembra stiano per mettere in atto severe misure restrittive e di controllo per cercare di evitare che Ebola possa sbarcare nell’isola.  Considerando poi che il virus è arrivato a Conakry, capitale della Nuova Guinea con più di un milione di abitanti, è di tutta evidenza che le possibilità che qualche contagiato si sposti in aereo in giro per il mondo sono molto elevate. Nonostante le autorità lo neghino, del resto non potrebbero fare altrimenti, anche l’Italia potrebbe essere un paese a rischio, e questo per colpa dei numerosi emigranti africani che arrivano quasi tutti i Il virus dell'Ebolagiorni a bordo dei  soliti barconi che solcano il mediterraneo diretti sulle nostre coste.

La situazione è quindi seria, molto seria, del resto anche un paio di medici volontari americani sono stati infettati in Liberia e sono stati evacuati ad Atlanta per essere ricoverati all’Emory University Hospital, dove si cercherà di prestar loro tutte le cure possibili.

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