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La dieta FODMAP, la dieta che elimina il gonfiore addominale

Gonfiore addominale? Ecco la dieta FodMap utile in caso di allergie o gonfiore addominale

di Redazione

20 Luglio 2014



La pancia gonfia è un disturbo che accomuna uomini e donne. Il gonfiore addominale si manifesta con meteorismo, senso di pienezza, dolore e, in alcuni casi, anche nausea. La distensione addominale inizia a farsi sentire sin dalla mattina e peggiora dopo i pasti mentre, migliora durante le ore del riposo notturno.

Nei casi più acuti, il gonfiore addominale diventa così evidente da influire negativamente sulla serenità del paziente che si sente a disagio e non riconosce più la propria figura. Nella maggioranza dei casi questi problemi riguardano persone che svolgono una vita stressante e hanno incarichi di responsabilità.

Per risolvere questo problema è importante rivolgersi al medico di famiglia che valuterà la situazione prescrivendo, eventualmente, delle analisi che escludano patologie più gravi come tumori o modificazioni della flora batterica intestinale.  In Australia, presso la Monash university di Melbourne è stata ideata una dieta molto particolare, nota come FODMAP che oggi viene applicata anche in Italia. Si tratta di un’alimentazione specifica e  grazie alla quale si può ottenere una riduzione del gonfiore ma anche della produzione di gas e di altri fastidi.

La dieta FODMAP prende nome dal termine con cui  si indicano alcune sostanze responsabili del gonfiore addominale: gli oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi fermentabili e i polioli; questi comprendono il lattosio, il galattano,il fruttosio ed i polialcoli, come lo xilitolo, il sorbitolo, il mannitolo ed il maltitolo.

La dieta FODMAP si basa su percorso medico lungo ed articolato in grado però di far raggiungere ottimi risultati. I ricercatori sono arrivati alla conclusione che sia necessario evitare l’introduzione di alcuni cibi che poi, in base ad un particolare calendario, vengono reintrodotti. Durante questa fase, il paziente deve tenere presente cosa mangia, in modo da poter collegare l’alimento all’eventuale ripresa dei sintomi. Gli alimenti vengono reintrodotti in modo graduale, al fine di capire quali sono i cibi responsabili dei sintomi del malessere.

Questo regime alimentare si basa sul fatto che alcuni alimenti non vengono ben assorbiti e danno origine a fenomeni fermentativi più o meno evidenti legati anche ad una presenza maggiore di gas. Spesso, chi soffre di questi problemi è affetto anche dai sintomi del colon irritabile e quindi è soggetto ad attacchi di diarrea o di stitichezza.

La dieta FODMAP deve essere prescritta e seguita da uno specialista in grado di valutare l’evoluzione della situazione e suggerire come comportarsi per evitare carenze nutrizionali. Questo regime ha una durata media di otto settimane e, se correttamente eseguito, aiuta ad evitare il gonfiore addominale in circa tre quarti dei pazienti.

Fra gli alimenti sconsigliati rientrano le gomme da masticare senza zucchero, quelle con lo xilitolo ma anche carciofi, funghi, cavolfiori, lenticchie, fagioli, fave e formaggi. Inoltre, bisogna eliminare i prodotti che derivano dalla farina integrale e da quella bianca, i pistacchi, le angurie, le albicocche e le mele. Bisogna prestare attenzione anche al miele, ai succhi industriali, alla birra e al caffè d’orzo; sono a rischio anche alcuni prodotti già pronti, come per esempio le salse, i brodi e gli sciroppi.

Nella dieta FODMAP è possibile consumare l’avena, la quinoa, il grano saraceno, il riso, i pomodori e i latticini senza lattosio oltre ad altri cibi che a poco a poco riusciremo a riconoscere.

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