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Rischi alimentari, ecco i cibi più contaminati

Per colpa della crisi economica sempre più persone sono costrette a scegliere alimenti più economici di provenienza a dir poco discutibile. perchè

di Daniele Lisi

03 Giugno 2014



SupermercatoI rischi alimentari, quelli derivanti dalla possibilità di ritrovarsi nel piatto alimenti che possono risultare dannosi per la salute, sono  sempre più frequenti. A causa di una crisi dilagante che attanaglia il paese ormai da diverso tempo e che ogni giorno diventa sempre più drammatica, crisi dalla quale  oltre tutto sembra veramente difficile poter uscire in tempi ragionevolmente brevi, la spesa degli italiani diventa sempre più a rischio in quanto si cerca di mettere nel carrello sempre più frequentemente prodotti a basso costo e, si sa, che in fondo, come suol dirsi, quanto paghi tanto hai. In sostanza la scelta cade sempre più spesso su prodotti d’importazione che sfuggono, quindi, a quelle regole che hanno fatto, per il passato, dell’Italia uno dei paesi più sicuri dal punto di vista qualitativo. Oggi, purtroppo, vi è una pericolosa inversione di tendenza proprio perché alla fine  si è spesso costretti a fare delle scelte drastiche per poter arrivare a fine mese.

Il problema è che non ci si arriva nel modo giusto perché se è pur vero che si riesce, in un modo o nell’altro a fare la spesa, è anche vero che molte volte quella spesa nasconde una serie di insidie che, nel passato, non era possibile incontrare. Dalle verifiche effettuate  dalle autorità di controllo, i campioni risultati a dir poso irregolari per la presenza di residui chimici nocivi per la salute sono più che raddoppiati e questo è oltremodo drammatico se si pensa che, fino a poco tempo fa, l’Italia poteva contare su di una qualità e sicurezza alimentare a dir poco unica, quasi da record, in positivo ovviamente. Oggi, invece, le cose si sono oltremodo complicate ed è sempre più frequente trovare confezioni di alimenti a basso costo la cui provenienza, regolarmente indicata nell’etichetta, desta non poche perplessità.

PeperonciniUna condizione come l’attuale poi colpisce in modo particolare che dispone di risorse esigue, ridotte all’osso, o addirittura del tutto insufficienti per poter arrivare alla fine del mese. Ecco quindi che si è costretti a fare delle scelte drastiche per cercare di sopravvivere, ovvero correre dei rischi scegliendo prodotti di scarsa qualità e di dubbia provenienza o  avere la certezza di non poter fare la spesa tutti i giorni. A volte, poi, a questa scelta se ne aggiunge anche una terza, ovvero se curarsi, in caso di qualche acciacco, o se mangiare, e quando uno stato costringe di fatto i propri figli a dover fare certe scelte, vuol dire che ormai lo stato non è più in grado di assolvere al suo compito. Ma a parte queste considerazioni, vediamo quali sono gli alimenti più a rischio che si possono  incontrare sui banchi dei supermercati.

Il peperoncino che arriva dal Vietnam è risultato essere irregolare nel 65% dei casi. Sono state infatti riscontrate presente di difenconazolo, hexaconazolo e carbendazim, sostanze che in Italia sono da tempo vietate.

Il frutto della passione che arriva dalla Colombia è risultato essere irregolare nel 25% dei casi, perché anche in questo caso è stata riscontrata la presenza di sostanze nocive, vietate nel nostro paese, ma che evidentemente in Colombia sono ritenute del tutto regolari o, quanto meno, si tratta di coltivazioni che non vengono controllate.

Ma l’elenco è ancora lungo, perché non regolari, e le percentuali variano da alimento ad alimento, sono risultate essere anche le Arance che arrivano Riso indianodall’Uruguay,  le Ananas del Ghana, le lenticchie che arrivano dalla Turchia, il Tè cinese, il riso indiano che poi è l’alimento in assoluto più importato in Italia, i fagioli del Kenya, e così via. È quindi consigliabile cercare di dare la preferenza solo agli alimenti di produzione italiana, scegliendo semmai in base al costo, senza però tralasciare mai la qualità in quanto i danni per la salute potrebbero essere anche rilevanti. Controllar quindi sempre l’etichetta e regolarsi di conseguenza, in base anche al contenuto del borsellino.

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