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Le cose che apprezzi di tua Mamma solo dopo i 30 anni

Ci si rende conto che, generalmente, ha sempre avuto ragione, perché il suo primo obiettivo era quello di proteggere la figlia da tutto.

di Daniele Lisi

23 Maggio 2014



Mamma e figliaLe cose che apprezzi di tua Mamma solo dopo i 30 anni, quando praticamente si comincia ad essere più consapevoli di quanto possa essere difficile e complicato il mestiere di madre. Questo complicato rapporto vale sia per i figli maschi che per le foglie femmine, anche se per queste ultime le complicazioni, o meglio, le incomprensioni sono ancora maggiori. Per i maschi il discorso è leggermente diverso, perché nella maggior parte delle situazioni il rapporto madre/figlio è speciale, vi sono meno conflitti, anchese poi spesso è difficile per i figli accettare l’autorità materna, cosa che diventa ancor più complicata quando a cercare di imporre una certa autorità è il padre. In questo caso nascono dei veri e propri conflitti che poi, inevitabilmente, con il passar del tempo, tenderanno a mitigarsi, fino a scomparire del tutto, sempre che non si sia determinata una frattura insanabile, ma si tratta di casi particolari.

Un po’, se vogliamo, ciò che accade tra mamma e figlia, perché molte volte, a partire dall’adolescenza fino ad arrivare più o meno ai trent’anni, si viene ad instaurare una sorta di rapporto competitivo. Ci si vede, del tutto inconsciamente, quasi delle rivali, e a subire questa situazione è soprattutto la figlie che comincia ad avere coscienza di se stessa, comincia ad avere le proprie esigenze, non quelle di una bambina che con un giocattolo è possibile accontentare, ma quelle di un’adulta, o che almeno si crede tale, senza poi considerare che, magicamente, l’adolescenza arriva  per le nuove generazioni sempre più in anticipo rispetto al passato. Quindi, anche le madri si trovano in un  certo senso spiazzate, non si rendono conto che la linea di confine tra infanzia e adolescenza è sempre meno marcata, è qualcosa di impalpabile, oltre tutto difficile da identificare.

RimproveroEd è qui che nascono i problemi. Se poi si aggiunge che una madre, come è giusto che sia, al pari del padre deve occuparsi di dare una certa educazione ai propri figli, con il rischio spesso di sembrare dei despoti, delle persone insensibili, persone che semmai  non danno troppa importanza alle esigenze dei ragazzi, anche se questo non è affatto vero, ecco che il conflitto esplode, l’insofferenza sarà sempre più marcata. Del resto, pensare che il rapporto tra madre e figlia sia paragonabile ad un rapporto tra amiche è una favola, è di fatto impossibile, proprio per il ruolo educativo che deve svolgere il genitore.

Quelle cose che in età adolescenziale erano avvertite quasi come soprusi, verranno poi decisamente rivalutate una volta che la maturità si sarà compiuta, e se l’educazione è stata buona, o se la si avverte in questo modo, varrà come esempio una volta che toccherà alla giovane madre, non più adolescente, occuparsi a sua volta della sua prole. Ci si rende conto che, generalmente, ha sempre avuto ragione, perché il suo primo obiettivo era quello di proteggere la figlia da tutto, da eventuali scelte sbagliate, dai pericoli della vita e da tante altre cose ancora.

Verrà inevitabilmente il momento in cui si sentirà la sua mancanza, in quanto era quella che, nonostante tutto, risolveva i problemi, cercava di dare una madre e figliamano, di essere di aiuto, di consolare, trovava sempre le parole giuste per cercare di far passare un brutto momento, insomma era, ed è lo sarà fin quando sarà presente nella vita della figlia, anche se non sotto lo stesso tetto, insostituibile. I suoi consigli sono sempre stati ottimi consigli, quelli giusti, quelli che hanno aiutato a crescere, consigli preziosi elargiti con amore, che si continueranno a cercare anche quando ormai ci si sarà fatta una propria vita, una propria famiglia.

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