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Bere sangue è l’ultima moda dei giovani, è allarme

Secondo lo psicoterapeuta Federico Bianchi di Castelbianco non si tratta di una semplice moda, ma di una vera e propria emulazione dei vampiri.

di Daniele Lisi

23 Maggio 2014



VampiriBere sangue è l’ultima moda dei giovani, è allarme da parte della pediatra Teresa de Toni dell’università di Genova e il direttore dell’Istituto di Ortofonologia di Roma, lo psicoterapeuta dell’età evolutiva Federico Bianchi di Castelbianco. Il problema è di ordine comportamentale, psicologico, ma vi sono anche e forse soprattutto dei problemi legati alla salute, visto che bere sangue potrebbe portare delle serie conseguenze. Quasi novelli vampiri, e le cause potrebbero anche essere ricercate sulle recenti serie TV che vedono protagonisti alcuni succhiatori di sangue, i giovani in questione non si rendono conto che il sangue non rappresenta solo la vita, ma può anche essere causa di contaminazioni  dalle conseguenze drammatiche. AIDS, Epatite, giusto per citarne un paio, le più note, ma anche altre serie patologie, anche inguaribili, possono essere trasmesse per via ematica, e questo non vuol dire solo per mezzo di una trasfusione.

Anche l’ingestione del sangue può avere le stesse  terribili conseguenze, perché basta  che il sangue infetto entri a contatto con quello del ricevente, diciamo così,  e la frittata è fatta. Del resto, questa moda potrebbe essere paragonata, con i giusti distinguo, ad una qualsiasi altra dipendenza, perché in genere si comincia per divertimento, per emulazione, per curiosità, convinti che una volta sola, o al limite un paio di volte, lascino il tempo che trovano, tanto “posso smettere quando voglio”, anche se la realtà è decisamente diversa. Non riescono a farlo moltissimi fumatori, nonostante il fumo non sia responsabile dello stesso tipo di dipendenza, figuriamoci se  è possibile farlo con gli stupefacenti o altro ancora.

Bere sangueSecondo lo psicoterapeuta  Federico Bianchi di Castelbianco non si tratta di una moda frutto di un solo squilibrato che ha messo su una sorta di setta di vampiri, di bevitori di sangue, il tutto legato semmai a un rito di iniziazione, come spesso avviene con altre modalità per una serie infinita di sette sparse un po’ in tutto il mondo, ma di una vera e propria emulazione dei vampiri, conseguente probabilmente alle recenti saghe televisive, ma di una vera e propria organizzazione. Esiste infatti una categoria di giovani donatori, così come esiste una categoria di giovani bevitori, il tutto coperto dal più assoluto riserbo, in completa segretezza.

Il problema di una simile moda è rappresentato dai tanti e seri rischi che questo comporta, perché si sa che la quasi totalità delle malattie è trasmissibile per via ematica. Anche solo un banale raffreddore, che come è noto si diffonde per via aerobica, è trasmissibile ancor più per via ematica, e fin quando si tratta di un raffreddore, o al limite di una banale, ma non troppo, influenza, passi, ma il guaio è che non si tratta solo di queste banalità.  Malattie serie, che possono condurre alla morte, si contraggono per via ematica, per contatti con fluidi corporei, quindi sangue, come ad esempio l’AIDS, la già citata epatite, ma altre forme patologiche ancor più virulente, che non danno scampo, che non concedono alcuna possibilità di sopravvivenza, tranne rari casi isolati.

Si pensi all’Ebola, tanto per citarne una tra le più terribili, solo che quando si è giovani, difficilmente si pensa alle conseguenze dei propri gesti, delle proprie Bere sanguescelte. I giovani hanno tutto il diritto di essere incoscienti, del resto esiste il modo di dire “beata incoscienza”, ma fino ad un certo punto. Questa non è solo incoscienza, è la negazione della realtà, il non volerla prendere in considerazione, o meglio, la convinzione che certe cose non possano mai capitare a se stessi, ma solo agli altri. Ed è proprio questo errato modo di vedere la realtà, quindi di travisarla, che è spesso alla base di molti drammi perché, una volta che si contrae una malattia del genere, non è più possibile tornare indietro, non c’è più tempo.

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