Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Allergia al Nichel, fate attenzione a cosa mettete in tavola

Si tratta di un allergene subdolo che nelle persone che ne sono allergiche, può scatenare dei sintomi decisamente fastidiosi.

di Daniele Lisi

21 Maggio 2014



Allergia al nichelAllergia al Nichel, fate attenzione a cosa mettete in tavola, perché a volte ci si trova ad assumere alimenti, e quindi sostanze, che possono causare seri danni alla salute. Nello specifico si tratta di una allergia  non conosciuta da tutti e che inoltre presenta dei sintomi spesso non chiari, che non fanno pensare che si tratti appunto di Nichel. Si tratta quindi di un allergene subdolo che nelle persone che ne sono allergiche, può scatenare dei sintomi decisamente poco piacevoli. Il Nichel è un metallo, per la precisione un solfato, che si insinua un po’  ovunque, visto che lo si può trovare negli alimenti, nell’acqua, nelle lenticchie, nel cacao,  nel kiwi e finanche nel pomodoro, ma anche negli accessori da cucina e in molti altri prodotti di uso quotidiano, tra cui anche i centesimi di €.

I sintomo sono diversi  e possono essere anche molto più che semplicemente fastidiosi. Nella maggior parte dei casi si tratta di dermatiti, quindi prurito diffuso in particolar modo a volto, mani, braccia e gambe, ma è possibile che compaiano anche afte alla bocca o alle gengive. Ma non solo, perché possono presentarsi anche gonfiori addominali, nausea, mal di testa, vertigini, per cui se sono presenti più di uno di tali sintomi è possibile che si tratti, appunto, di allergia al nichel,quindi  per avere una diagnosi certa è necessario rivolgersi al medico, o meglio, allo specialista allergologo che, per confermare la diagnosi, si avvarrà di un esame semplice e del tutto indolore, il patch test.

Alimenti che contengono nichelLe cause, come del resto accade per quasi tutte le forme allergiche, sono da ricercarsi in un disordine genetico, anche se nello specifico non le si conosce ancora con precisione. In sostanza, si verifica lo stesso meccanismo che innesca una qualsiasi reazione allergica. Il sistema immunitario, una volta entrato a contatto con l’allergene, lo scambia per un agente pericoloso, al pari di un virus o un batterio, e lo attacca mettendo in atto delle reazioni di contrasto che sono appunto quelle elencate in precedenza. Questo tipo  di sensibilizzazione può presentarsi in un momento qualsiasi della vita, anche se solitamente ciò avviene in seguito ad una esposizione prolungata e ripetuta. È come se l’organismo lanciasse una richiesta di aiuto perché non in grado di sopportare una ulteriore dose di tossine.

Il nichel può essere presente anche in alcuni cosmetici economici, oltre che in una serie di alimenti, anche quelli che si considerano estremamente naturali, come una bella insalata, tuttavia vi sono alcuni alimenti in cui è più facile che tale solfato sia presente, per cui i soggetti sensibili dovrebbero evitarli. Si tratta di alimenti in scatola, asparagi, pomodori, funghi, cipolla, spinaci, legumi, carote, lattuga, farina integrale e di mais, mandorle, nocciole, arachidi, tè, cacao, margarina e ostriche. Vi sono poi altri alimenti che non vanno eliminati del tutto ma solo limitati come, ad esempio, cavolo, cetrioli, farina 00, olio extravergine di oliva, uova, frutta e caffè.

Ma come detto in precedenza, il nichel può essere presente anche nei cosmetici di fascia economica, in particolar modo negli ombretti e nei mascara, anche se sempre più frequentemente si trovano in commercio prodotti di cosmesi che presentano nell’etichetta l’indicazione “nichel free”. MoneteNon è una verità assoluta, in quanto il nichel può essere presente anche in quantità infinitesimale, e per un soggetto sensibile è più che sufficiente a scatenare una reazione allergica,  in seguito ad una contaminazione dovuta anche all’utilizzo, nella preparazione dei prodotti, di strumenti che rilasciano nichel. Discorso a parte per i tatuaggi cui bisogna fare particolare attenzione in quanto alcuni inchiostri utilizzati per la loro realizzazione contengono nichel, e in questo caso il danno sarebbe praticamente permanente, con reazioni allergiche che potrebbero anche essere di fatto senza soluzione.

Leggi anche

Seguici