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Sembra vecchia ma ha solo 16 anni

È la storia di Zara Hartshorn di Rhoterham, South Yorkshire, in Inghilterra, una giovane di 16 anni che ne dimostra 50.

di Daniele Lisi

06 Maggio 2014



Zara Hartshorn Si tratta di una notizia di qualche tempo fa, ma ripresa nella puntata di Wild – Oltrenatura, andata in onda il primo  maggio. È la storia di Zara Hartshorn di Rhoterham, South Yorkshire, in Inghilterra, una giovane di 16 anni che per colpa di una malattia degenerativa molto rara, ne dimostra 50 e forse anche di più. La stessa sorte l’hanno subita prima la madre Tracy e altri due suoi fratelli, ma certamente Zara non si rassegna e spera che la medicina, che nel frattempo, ha fatto significativi passi avanti, possa darle una mano. Il solo, e non trascurabile, ostacolo è rappresentato dall’alto costo della cura e dei medicinali che al momento sono ancora in fase sperimentale, per cui  è la stessa madre Tracy a chiedere ai connazionali del Regno Unito una mano per consentire alla figlia di poter accedere alle cure.

La lipodistrofia, questo il nome della malattia di origine genetica,  ha una evoluzione abbastanza rapida, anche se non mette a rischio la vita del soggetto che ne soffre. La sua azione è essenzialmente quella di corrompere il grasso corporeo con conseguente veloce invecchiamento dei tessuti, per cui l’aspetto della persona è decisamente compromesso, tanto da dimostrare una età che sicuramente non corrisponde a quella anagrafica. Infatti, come detto all’inizio, Zara ha 16 anni e al momento ne dimostra 50, nonostante si sottoponga regolarmente ad un lifting per cercare, in un certo senso, di limitare i danni, cosa che le riesce solo in parte in quanto, oggettivamente il suo aspetto non è certamente quello di una ragazza di 16 anni.

Zara e la sua famigliaLa madre, Tracy, ha sperimentato all’età di 42 anni un intervento chirurgico di plastica facciale che è riuscito solo in parte ad arginare il problema, anche perché, dopo un inizio che sembrava essere promettente, la degenerazione, prima a piccoli passi e poi sempre più rapidamente, ha ripreso a manifestarsi lasciando, addirittura, anche tracce evidenti delle cicatrici connesse all’intervento. Intervento cui pensa di sottoporsi anche Zara, nonostante la non certo favorevole esperienza della mamma, che oltre tutto non esita a sconsigliarla. Il problema vero, oltre che di ordine estetico, è anche psicologico.

Infatti  Zara, così come del resto i suoi due fratelli che sono interessati dalla stessa malattia degenerativa, anche se con Zara, l’ultima della famiglia, il fato è stato più benevolo in quanto  la lipodistrofia sembra essere meno aggressiva, diciamo così, soffre per la difficoltà ad instaurare dei solidi rapporti sociali, a fare amicizia con i compagni di scuola che la trattano, ingannati dall’aspetto, come una persona più grande di loro con cui, ovviamente, dovrebbe essere meno facile  allacciare una amicizia. Ed è proprio questa condizione, questa difficoltà ad intrattenere dei normali rapporti con ragazzi della sua età, la prima preoccupazione della madre.

Proprio per questo motivo cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica, di far breccia nei cuori dei suoi connazionali inglesi, per cercare di avere quell’aiuto necessario ad affrontare le spese per accedere alle nuove cure che, come detto in precedenza, al momento sono di tipo sperimentale, per cui ancora di fatto inaccessibili per una famiglia le cui condizioni economiche, pur non essendo difficili, non sono certamente tali da consentire di affrontare certe spese. È sperabile che l’impegno della madre Tracy sia coronato da successo, così che la Zarafiglia Zara possa  avere quella chance in più, possa coltivare la speranza di migliorare la sua condizione e il suo aspetto.

Questo le consentirebbe finalmente di avere una vita sociale pressoché normale, senza doversi sentire discriminata per il suo aspetto, condizione di cui non ha alcuna colpa e che, indubbiamente, la fa soffrire parecchio, la mette in una condizione di disagio psicologico niente affatto indifferente.

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