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Chi brontola spesso ed ha un Brutto Carattere è più Intelligente

Secondo una ricerca dell'Università di Harvard, chi è irascibile ed ha un Brutto Carattere è più Intelligente.

di Daniele Lisi

17 Aprile 2014



IrascibileChi brontola spesso, è irascibile ed ha un Brutto Carattere è più Intelligente, almeno secondo uno studio dell’Università di Harvard che si è avvalso della collaborazione volontaria, ma poi fine a che punto?,  di un gruppo di scimmie Bonomo e di Scimpanzé, primati molto simili all’uomo. Si potrebbe obiettare che, proprio per la natura dei soggetti osservati, lo studio potrebbe non essere attendibile, potrebbe non attagliarsi al carattere degli uomini, ma gli autori della ricerca giurano il contrario, assicurano che si tratta di un risultato su cui poter fare affidamento. Certamente non potrebbero dire una cosa diversa, visto che come ogni ricerca o studio che si rispetti, è stato finanziato, ma volendo dar credito ai ricercatori, si potrebbe anche ritenere che al così detto brutto carattere corrisponda una intelligenza al di sopra della media.

Si, perché le persone con il così detto carattere difficile, ovvero più irascibili, più intolleranti, più brontolone, inclini a lamentarsi e addirittura iraconde, sembrano essere le persone che più di altre sono inclini alla leadership, in sostanza più scaltre e quindi intelligenti. Sarà veramente così?, o invece è solo un atteggiamento tipico dei primati osservati nel corso della ricerca? Naturalmente chi si riconosce in questa categoria di persone, ovvero chi ammette di avere quel gran brutto carattere che gli rimproverano amici, parenti, conoscenti e colleghi di lavoro, propende certamente per quanto affermato dai ricercatori, ovvero si consola dei suoi presunti difetti ritenendosi appunto più dotato intellettualmente degli altri.

Donna iracondaInfatti, secondo gli autori della ricerca, chi invece ha un carattere certamente più mite, chi è più remissivo, conciliante, sempre sorridente, dimostrerebbe di avere un carattere più infantile, meno evoluto, e quindi in sostanza più ingenuo, quindi facilmente “preda” degli altri. Naturalmente chi si identifica in questa categoria di persone non sarà certamente d’accordo, perché essere concilianti, per esempio, è proprio la dimostrazione di possedere maggior buon senso, una facoltà che invece per un certo numero di persone, poche o molte non ha importanza,  sembra invece essere un optional di lusso, quindi non compreso nel pacchetto base.

Quindi, quanto emerge dalla ricerca che, ricordiamo ancora una volta, ha avuto come protagonisti un gruppo di primati e non esseri umani, si potrebbe adattare a circostanze diverse, ovvero ciascuno potrebbe pensarla in base al proprio carattere. Difficile infatti pensare che una persona tranquilla, un pacione tanto per intenderci, possa ritenersi intellettualmente inferiore rispetto ad un iracondo, anzi per lui è esattamente il contrario, anche perché saper  mantenere la calma, cercare nelle cose o nei comportamenti degli altri sempre il lato positivo, è sicuramente un esercizio di buona volontà, certamente una dimostrazione di intelligenza, perché si cerca di non fermarsi alla prima impressione, si cerca di vedere anche ciò che non è palesemente visibile, quindi si cerca di approfondire la questione.

Semmai, per coloro che sono dotati di un buon carattere, potrebbe essere vero l’esatto contrario, ovvero che essere troppo brontoloni, irascibili, addirittura iracondi, possa essere la dimostrazione di una mancanza di buon senso, di un livello di intelligenza Intelligenzainferiore, proprio perché ci si fa condizionare nelle proprie reazioni dalla prima impressione, e anche in modo spesso eclatante. Le due considerazioni sono entrambe condivisibili, perché comunque in ciascuna vi è una certa ragionevolezza, vi è del buon senso, e questo quasi sempre va a braccetto con l’intelligenza, è la dimostrazione che si cerca di ragionare sulle cose e di non farsi prendere la mano dall’ira, e quindi di non avere delle reazioni scomposte. Poi ciascuno, ovviamente ha tutto il diritto di pensarla come meglio crede, o forse come più gli fa comodo.

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