Il cervello si ripara grazie ad una proteina scoperta dai ricercatori del Medical Research Council (MRC) del Regno Unito e che viene prodotta dai vasi sanguigni nel cervello. Si tratta di una scoperta molto importante dal momento che questa proteina potrebbe essere la chiave per terapie rigenerative che stimolano il cervello a riparare se stesso dopo un serio infortunio o una malattia degenerativa. I risultati di questo studio sono stati pubblicati online su Proceedings of National Academy of Sciences.
La maggior parte delle cellule nervose, o i neuroni in un cervello adulto, si formano nel grembo materno e anche subito dopo la nascita e, non solo, visto che sono ancora prodotte anche più tardi nella vita, grazie alla neurale delle cellule staminali o NSC.
Le NSC hanno il potenziale per specializzarsi in nuove cellule cerebrali, come ad esempio le cellule presenti nel bulbo olfattivo, responsabile del nostro senso di odore, o come per l’ippocampo, che svolge un ruolo chiave nella formazione di ricordi e apprendimento.
Queste NSC si trovano in nicchie specializzate nel cervello adulto dei mammiferi e queste nicchie includono anche la zona subventricolare, che controlla anche come le cellule staminali si comportano.
Queste nicchie contengono oltre a queste staminali dette NSC, anche altri tipi di cellule, e si trovano spesso vicino ai vasi sanguigni.
La gestione di queste staminali è controllata quasi del tutto da queste nicchie che generano una gamma di segnali in grado di controllare e coordinare la velocità con cui si dividono le NSC oltre a determinare anche il tipo di cellule nelle quali si dovranno specializzare. Di solito queste cellule diventano neuroni o cellule cerebrali adibite alla trasmissione dei segnali elettrici generati dal cervello, ma quando questo subisce un infortunio come un ictus, il più delle volte le NSC si trasformano in cellule particolari che poi diventano tessuto cicatriziale.
Gli autori di questo studio hanno preso in considerazione l’interazione che intercorre tra le cellule che rivestono i vasi sanguigni, le cellule endoteliali e le NSC, e hanno scoperto che una proteina chiamata betacellulin (BTC) ha di fatto potenziato la rigenerazione del cervello, stimolando appunto le NSC a moltiplicarsi e a dare origine a nuove cellule cerebrali.
I ricercatori hanno altresì scoperto che la BTC, che viene prodotta dalle cellule all’interno dei vasi sanguigni in nicchie di cellule staminali, invia dei segnali alle cellule staminali e alle cellule in divisione chiamate neuroblasti, scatenando la loro proliferazione.
Si è anche potuto verificare che aumentando il livello di BTC, si è verificato un aumento significativo sia delle cellule staminali che dei neuroblasti, portando alla formazione di molti nuovi neuroni nel cervello mentre, bloccando questa proteina, la produzione di nuovi neuroni è praticamente cessata.
Il meccanismo di questa interazione ancora non è sufficientemente chiaro tanto che ancora non si comprendono fino in fondo le funzioni di queste nicchie di cellule staminali nel cervello, tuttavia sembra che molte componenti debbano interagire per controllare cosa succede alle cellule staminali nel cervello.
In seguito ad un trauma o anche pe l’insorgere di una malattia le cellule staminali non possono far fronte all’aumento della domanda di nuove cellule cerebrali, ma sembra che vi sia una sorta di meccanismo che determini delle priorità che in un certo senso vanno rispettate.
Infatti, quello che non trova ancora una spiegazione esauriente è il perché la proteina BTC porta alla produzione di nuovi neuroni piuttosto che a cellule cicatriziali, ma ciò non toglie che questa scoperta possa aprire la strada alla comprensione e, di conseguenza, alla soluzione di come riuscire a riparare un ictus o anche le varie forme di demenza.
Ovviamente vi è ancora molto lavoro da fare prima che l’apprendimento in laboratorio si traduca in una terapia clinica, tuttavia altri studi potrebbero trovare delle risposte in grado di arrivare più rapidamente ad una soluzione.